Alcuni screenshot del videogame

di C.T.

LECCE – Può un videogioco contribuire allo sviluppo del territorio e del turismo? Qualcuno a Lecce ha già accettato l’ardua “sfida”, utilizzando per la prima volta il concetto del “gaming” per rinnovare ed innovare il settore dei “servizi”.

È il caso degli studenti dell’Istituto Tecnico Superiore per il Turismo di Lecce, frequentanti il corso diretto dal professore Federico Ceschin, che – grazie ad una startup d’informatica e ad una società di consulenza – hanno ideato e realizzato un videogame rivolto ai seguaci del turismo “lento” ed “esperienziale”, e non solo. Ossia a quei vacanzieri che scelgono la qualità e l’esperienza “unica” al turismo di massa, veloce e di consumo, coinvolgendoli in un vero e proprio videogame attraverso il quale raccogliere dati e informazioni, per migliorare i servizi e di conseguenza l’offerta turistica proposta.

Un gioco – “Relics of Apulia” il suo nome (nella gallery in fondo alcuni screenshot) – al quale tutti hanno interesse a partecipare: sia gli “ospiti”, per migliorare la qualità della loro vacanza; sia gli “ospitanti”, per recepire tutte le esigenze e gli interessi del turista e, dunque, offrirgli tutto ciò che effettivamente desidera durante il suo soggiorno nel Salento.

L’idea del videogioco per promuovere lo sviluppo del turismo lento e sostenibile è nata dall’incontro tra gli studenti dell’ITS leccese ed i consulenti di “RSM Innovation Lab” di Lecce, esperti dell’innovativa metodologia del “design thinking”.

Per ora un prototipo ma già funzionante, il videogame è stato presentato ieri a Roma nell’ambito del “Progetto ITS 4.0”promosso dal Miur in collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università Cà Foscari di Venezia – nel quale gli studenti di tutti gli Istituti tecnici superiori d’Italia sono stati chiamati a presentare un progetto sperimentale attraverso la metodologia del “design thinking”: partire dall’analisi del problema e dai destinatari del problema, per cercare soluzioni innovative con l’utilizzo delle tecnologie, su strumenti di prototipazione efficaci, low cost, e su modelli pertinenti di valutazione economica.

<<I nostri studenti – spiega Giuseppa Antonaci, preside dell’Its di Lecce – hanno lavorato in aula con i consulenti della RSM Innovation Lab di Lecce che, oltre alla metodologia del design thinking, hanno sviluppato moltissimo il ramo del “gaming” e di tutto ciò che riguarda lo strumento del gioco come strumento di comunicazione. Tra le soluzioni emerse durante il percorso di design thinking dei consulenti RSM Marco Crocicchio e Fernando Tadicini, i ragazzi hanno individuato proprio nel gioco, e nello specifico in un videogame, lo strumento da proporre agli amanti del turismo lento ed esperienziale (sia esso religioso, ambientale, culturale, ciclistico oppure del camminatore) che si recano in vacanza nel Salento. L’idea del gioco è piaciuta a tal punto agli studenti che hanno chiesto di realizzarlo, inserendoci i contenuti appresi durante la frequenza al corso e riuscendoci tra l’altro in tempi rapidissimi. Il fuso orario, infatti, ha giocato dalla nostra parte: ogni modifica che i ragazzi apportavano al progetto del videogioco, il giorno successivo era già concretizzata sul prototipo del gioco, grazie al lavoro degli informatici della startup canadese Ako Solutions, specializzata nella prototipazione rapida di serious game, che ricevevano i dati ed elaboravano il videogame praticamente in tempo reale>>.

<<Sebbene si tratti soltanto di un prototipo – continua la preside Antonaci – potrebbe essere già funzionale. Il videogame che abbiamo ideato prevede vari percorsi a premi, in cui il turista è invogliato a completare tutte le tappe di ogni singolo percorso, per ottenere alla fine del gioco sconti, ingressi gratuiti alle manifestazioni, soggiorni gratis ed altri benefit. Oppure, semplicemente, provare il piacere di avere partecipato ad una “caccia ai tesori nascosti” del Salento. La valutazione del nostro progetto spetterà al Miur, dopodiché, qualora dovesse risultare vincente, si passerà alla fase del test e dunque alla fase produttiva del videogioco. A prescindere dalla decisione del Ministero, però, la nostra idea potrebbe stimolare l’interesse di uno stakeholder, o di una serie di stakeholder presenti sul territorio ed intenzionati ad investire sul nostro videogame>>.

Perché scegliere proprio un gioco – in questo caso un videogioco – per rinnovare, innovare e sviluppare il turismo? <<Perché – spiega Luca Pulli, socio partner di RSM Italia il gioco è qualcosa di trasversale, che accattiva tutti senza alcuna distinzione di classe, sesso, età o religione. È qualcosa di concreto, che si può toccare con mano, che disinibisce la persona e davanti al quale ognuno di noi diventa sé stesso. L’abbattimento di qualsiasi tipo di inibizione derivante dall’approccio ludico rappresenta un valore aggiunto inestimabile: attraverso il gioco, infatti, tutti noi riusciamo a comunicare (e quindi anche a recepire) tante informazioni preziose, che per vie traverse o tradizionali, invece, non trasmetteremmo. Trovare la soluzione attraverso il gioco: è il nostro modo di reinventare il business consulting. Ciò che ci rende differenti dai nostri competitor è proprio l’approccio ludico nella ricerca delle soluzioni. Soluzioni che, grazie alla startup informatica canadese, si trasformano – in tempi rapidi – in un vero e proprio videogame>>.

<<La particolarità e la forza della metodologia del “design thinking” – conclude Pulli – è che, partendo da una “sfida”, permette di arrivare ad una soluzione comune, condivisa e perlopiù testata, a volte anche nel giro di una settimana. L’obiettivo della metodologia è quello di giungere all’individuazione di una soluzione innovativa ad un problema: noi ci proponiamo di farlo attraverso il gioco>>.