F.Oli.

TRICASE (Lecce) – Convinto di essere tradito ormai da tempo picchiò la moglie bloccando il figlio mentre cercava di soccorrere la madre. Quando la gelosia diventa ossessione rischia di trasformarsi in un pericoloso cocktail pronto a esplodere in qualsiasi momento. Con le conseguenze più violente. Proprio come accaduto il 30 aprile scorso quando a Tricase, Yan Yudi, un 45enne di origini cinesi, picchiò la moglie spedendola in ospedale per quelli che vengono catalogati (a volte troppo velocemente) come futili motivi. In quell’occasione l’uomo venne anche arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate al culmine di un rapporto contraddistinto da tanti episodi di violenza rimasti sottaciuti.

Nelle scorse ore, poi, per Yudi è arrivata la condanna: 1 anno e 8 mesi di reclusione nel giudizio in abbreviato che si è celebrato davanti al gup Vincenzo Brancato a fronte di una richiesta di 2 anni e 4 mesi invocata dal pubblico ministero di udienza Maria Consolata Moschetti. L’imputato, difeso dall’avvocato Raffaele Benfatto, ha beneficiato della sospensione della pena e della non menzione ed è stato scarcerato. Dovrà rispettare la sola misura del divieto di dimora nel comune di residenza della moglie.

Dalle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Tricase, l’uomo si sarebbe reso responsabile di diversi episodi di violenza ai danni della moglie già nei mesi precedenti fino all’epilogo di aprile quando la donna, una sua connazionale di 49 anni, venne picchiata e accompagnata presso l’ospedale “Cardinale Panico” per le varie escoriazioni riportate sul corpo giudicate dai medici guaribili in alcuni giorni.