F.Oli.

TORRE LAPILLO (Lecce) – Quattro richieste di condanna sono state invocate nel processo per la presunta lottizzazione abusiva del villaggio “Riva degli Angeli” di Torre Lapillo. Il pubblico ministero Carmen Ruggiero dopo oltre un’ora e mezzo di requisitoria ha invocato 1 anno e 4 mesi di arresto (trattandosi di un reato contravvenzionale) e un’ammenda di 20mila euro per Giuseppe Durante, 67 anni, “legale rappresentante della Riva degli Angeli srl” nonchè proprietario; 1 anno di arresto e 16mila euro di ammenda per gli ex sindaci di Porto Cesareo Rocco Durante, 69enne, di Porto Cesareo, (firmatario della concessione edilizia) e per Ferruccio Mele, di 70, residente a Copertino, (che ha rilasciato la concessione edilizia in sanatoria); 9 mesi e 16mila euro, infine, per l’ingegnere Antonio Nestola, 62 anni, di Porto Cesareo.

Il pubblico ministero ha  avanzato richiesta di confisca del villaggio e dei terreni su cui è stata realizzata la struttura. Il processo è stato aggiornato al prossimo 11 ottobre per le arringhe degli avvocati Luigi Covella, Giuseppe De Luca, Elvira DuranteAntonio Quinto Giuseppe Modesti del Foro di Bari. In aula come parti civili compaiono Legambiente e l’associazione “Italia Nostra” (rappresentate dagli avvocati Giuseppe Cipressa e Carlo Barone).

L’informativa dei carabinieri della Compagnia di Campi Salentina, guidati all’epoca dal maggiore Nicola Fasciano, e la consulenza disposta dalla Procura hanno ipotizzato che la struttura (dotata di 250 posti letto ripartiti tra camere doppie e suite, anfiteatro, bar, ludoteca, parcheggio interno ombreggiato incustodito, piscina semiolimpionica, piscina per bambini, due campi da tennis, campo di calcetto in erba sintetica e di beach volley) è stata interessata da “una continua attività di trasformazione urbanistico-edilizia avviata fra il 1984 e il 1985 e proseguita negli anni”. Le indagini evidenziarono “macroscopiche” violazioni delle norme urbanistiche, oltre che, in altra parte, da opere “realizzate in totale assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica”. L’intera struttura finì anche sotto sequestro preventivo nel settembre di quattro anni fa con un provvedimento a firma del gip Antonia Martalò.