F.Oli.

GALATINA-CUTROFIANO (Lecce) – Verranno giudicati in abbreviato i presunti responsabili di ben sei rapine ai danni di bar, supermercati e stazioni di servizio tra Galatina, Soleto e Muro Leccese. Davanti al gup Alcide Maritati, a dicembre, dovranno comparire Luigi Antonio Arena, 32 anni, di Cutrofiano e Alessio Viti, 24enne di Galatina. I due giovani (sempre detenuti) finirono in manette a ottobre dello scorso anno dopo un’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Maglie, al comando del capitano Giorgio Antonielli e dai militari della stazione di Muro Leccese, al comando del maresciallo Massimo Vanzanelli, supportati dagli uomini del uomini del Nucleo investigativo dell’Arma, guidati dal maggiore Paolo Nichilo insieme ai colleghi della Squadra mobile e ai colleghi del Commissariato di Galatina, al comando del vice questore aggiunto Giovanni Bono.

Dagli accertamenti coordinati dal sostituto procuratore Maria Vallefuoco, i due giovani, insieme ad altri tre soggetti rimasti indagati a piede libero, avrebbero messo a segno sei colpi a mano armata tra il 31 maggio ed il 25 giugno sempre dello scorso anno. Nel mirino della banda sarebbero finiti: la stazione di servizio Q8 di Galatina, sulla strada provinciale 362, rapinata sia il 31 maggio che il 5 giugno scorsi; il supermercato “Dok” di Galatina, il 3 giugno 2017; il supermercato “Golosito” di Galatina, il 19 giugno; il bar “Link & Coffee” di Soleto, il 21 giugno; l’area di servizio Eni di Muro Leccese. In quest’ultimo assalto i banditi esplosero anche due colpi d’arma da fuoco in aria, a scopo intimidatorio.

I “colpi” avrebbero fruttato alla banda un bottino di circa 5.500 euro in contanti (in un occasione, a Soleto, fu magrissimo: appena 10 euro) nonché svariati gratta e vinci, per un valore complessivo di oltre 3mila e 500 euro, che gli stessi componenti del commando avrebbero provveduto ad incassare quando vincenti. In alcune circostanze, i presunti rapinatori avrebbero immortalato immagini delle loro gesta su Facebook attirando ulteriormente i sospetti delle forze dell’ordine su di loro. I due imputati sono difesi dagli avvocati Carlo Gervasi e Mario Stefanizzi.