F.Oli. 

CAVALLINO (Lecce) – Picchiato e umiliato nelle vicinanze del cimitero di Lecce per aver avuto una relazione con sua moglie. Il responsabile di questa spedizione punitiva è finito sotto processo con le accuse di stalking ed estorsione. Si tratta di V.C., un 48enne di Cavallino, arrestato ad agosto dai carabinieri del paese agli ordini del luogotenente Riccardo De Bellis sulla scorta di un’ordinanza a firma del gip Simona Panzera e richiesta dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci.

Dopo le manette e alla luce dello stato di detenzione e delle prove schiaccianti raccolte a carico dell’uomo, la Procura ha chiesto e ottenuto al gip di bypassare l’udienza preliminare e di fissare un giudizio immediato. L’inizio dell’istruttoria è fissato per la fine di novembre davanti al giudice monocratico Maddalena Torelli ma l’avvocato dell’imputato, il legale Angelo Vetrugno, depositerà a breve richiesta di abbreviato per il proprio assistito. I carabinieri, dopo la denuncia della persona offesa (un 21enne), hanno ricostruito una lunga serie di molestie, angherie e soprusi che l’uomo avrebbe compiuto nei confronti di quel giovane punito a più riprese per aver intrapreso una relazione con sua moglie.

L’episodio più eclatante risale ai mesi scorsi quando V.C. avrebbe convocato il ragazzo nei pressi del cimitero di Lecce per picchiarlo e sottoporlo ad una vera e propria umiliazione. V.C,., infatti, lo avrebbe obbligato a inginocchiarsi per poi urinargli in testa. L’imputato avrebbe avvicinato anche gli amici del ragazzo intimando loro di non frequentare più il 21enne brandendo una mazza chiodata e convincendo il padre del 21enne a vendere l’utilitaria intestata alla moglie trattenendo la somma di 1200 euro.

Agli inizi di luglio V.C. era stato denunciato dai carabinieri per poi finire in manette appena un mese dopo per questa lunga serie di vendette che, ora, finiranno al vaglio di un giudice.