F.Oli. 

MANCAVERSA (Lecce) – Cinque anni e tre mesi di reclusione. E’ la condanna inflitta dai giudici della prima sezione penale (a fronte di una richiesta di 6 anni invocata dal pubblico ministero Roberta Licci) ai danni di A.D.T., operaio 28enne di Latina, arrestato a fine agosto dello scorso anno per un presunto caso di violenza sessuale ai danni di una giovane di Anzio in un villaggio turistico di Mancaversa, marina di Taviano. I giudici hanno anche disposto una provvisionale in favore della parte civile. L’imputato, presente in aula, attualmente si trova ai domiciliari.

A.D.T. venne bloccato e sottoposto al fermo di polizia a poche ore di distanza dall’episodio. Secondo quanto accertato, il turista aveva preso una casa in affitto nel plesso turistico. Avrebbe trascorso la notte in una nota di discoteca di Gallipoli in compagnia dei suoi amici per rientrare nel villaggio intorno alle 5,30. La comitiva è scesa dall’auto. Subito dopo il turista avrebbe pensato bene di raggiungere il bungalow accanto dove villeggiava una ragazza con cui aveva intrattenuto una veloce relazione nei giorni precedenti. Si sarebbe avvicinato ad alcune giovani chiedendo di una loro amica (nome di fantasia Stefania) senza ricevere indicazioni utili.

A quel punto, il 28enne sarebbe entrato in una camera da letto dove dormiva una giovane alla penombra dell’alba chiedendole di Stefania. In realtà si trattava di un’altra ragazza. Secondo la vittima, così come emerso nel corso del processo, sarebbe stata violentata in pochi minuti. A dire del giovane, i due si sarebbero presentati. Avrebbero iniziato a chiacchierare confidando l’uno all’altro su come avevano trascorso la serata. Poi, secondo il racconto del ragazzo, la turista l’avrebbe invitato a dormire con lei. Entrambi erano ubriachi. E complice l’alcol e un’attrazione reciproca i due turisti avrebbero consumato un rapporto consenziente interrotto dalla ragazza in un barlume di lucidità.

Fidanzata da quattro anni si sarebbe pentita di quella scappatella in vacanza. La 19enne sarebbe così scappata. Avrebbe chiesto aiuto ad alcuni amici che avrebbero bloccato il presunto molestatore. Il 27enne è stato condotto in ospedale. Aveva un tasso alcolemico piuttosto elevato e, dopo la denuncia della presunta vittima, è stato accompagnato in caserma dove è stato interrogato. Nel corso dell’udienza di convalida, il 27enne raccontò di aver trascorso la notte insieme ai suoi amici in una discoteca di Gallipoli per rientrare nella struttura all’alba. Subito dopo il turista avrebbe raggiunto un bungalow vicino in cui villeggiava una ragazza con cui aveva intrattenuto una veloce relazione nei giorni precedenti.

Si sarebbe avvicinato ad alcune giovani chiedendo informazioni della loro amica (nome di fantasia Stefania) senza ricevere indicazioni utili. A quel punto, il 27enne sarebbe entrato in una camera da letto dove dormiva una giovane credendo di aver trovato Stefania. In realtà si trattava di un’altra ragazza. A dire di A.D.T., i due erano ubriachi. Avrebbero iniziato a chiacchierare confidando particolari sulla serata. Poi, secondo il racconto del ragazzo, la turista l’avrebbe invitato a dormire insieme. A.D.T. confessò di aver avuto un rapporto del tutto consenziente interrotto non appena la ragazza manifestò un palese pentimento. Le stesse argomentazioni verranno ribadite nel giudizio d’appello dall’avvocato Biagio Palamà non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza.