F.Oli.

Una foto di Valentina Costa

OTRANTO-BAGNOLO DEL SALENTO (Lecce) – Rischia di finire sotto processo D.M., 28enne, di Otranto, con l’accusa di omicidio stradale, per la morte di Valentina Costa deceduta in un incidente all’alba dell’1 luglio dello scorso anno sulla Otranto-Martano. In giornata i genitori e i due fratelli della 35enne, originaria di Bagnolo del Salento, si sono costituiti parte civile con gli avvocati Antonio Costantini e Romolo Chiriatti sollecitando un risarcimento di quasi 1 milione di euro.

E’ stata richiesta anche la citazione come responsabile civile della Compagnia assicurativa dell’auto su cui si trovava il 28enne al momento dell’incidente (mezzo intestato al padre) mentre l’avvocato dell’imputato, il legale Ubaldo Macrì, ha richiesto un’integrazione probatoria con una nuova perizia sulla scorta degli esiti della consulenza di parte redatta dall’ingegnere Sergio Carati. Il gup Vincenzo Brancato ha rinviato l’udienza a dicembre.

La tragedia si verificò sulla provinciale 58. La giovane, molto conosciuta nel suo paese, si trovava alla guida di una Renault Clio e si stava recando sul posto di lavoro in un’azienda di barbatelle della zona. Secondo le indagini condotte dagli agenti del Commissariato di Otranto, coordinate dal sostituto procuratore Maria Rosaria Micucci e corroborate da una consulenza, il 28enne ad una velocità superiore a quella consentita (90 km anzichè 70 km/h) “e comunque non commisurata allo stato dei luoghi (orario notturno, scarsa visibilità per la presenza di un dosso e il divieto di sorpasso)” avrebbe invaso la corsia opposta a bordo della sua Alfa Romeo scontrandosi contro la Renault Clio.

L’impatto fu violentissimo. L’auto, guidata dalla donna, si capovolse e prese fuoco trasformandosi in una pira senza lasciare scampo alla giovane. Anche D.M. rimase gravemente ferito. E fu ricoverato per giorni in ospedale. Dalle immediate indagini risultò che il giovane era stato trovato positivo all’esame del sangue ai cannabinoidi. Da qui l’accusa di omicidio stradale.