LECCE – I Consiglieri Comunali Angelo Tondo, Carmen Tessitore e Andrea Guido hanno depositato una mozione urgente su una questione di cui il nostro giornale si è occupato qualche mese fa. “Una Sanità che funziona non solo è in grado di assistere i malati, ma anche di garantire un’adeguata accoglienza ai familiari che devono assistere i propri congiunti in strutture ospedaliere lontane dalla propria abitazione – spiegano i due consiglieri del Gruppo Direzione Italia – In tal senso a Lecce opera da 15 anni, in modo straordinario, l’Associazione “Cuore e Mani aperte verso chi soffre”, che si trova all’interno dell’Ospedale Vito Fazzi ed opera senza scopo di lucro. In questi anni più di 2.500 persone, provenienti da tutta Italia, hanno trovato ospitalità e assistito i parenti ammalati che dovevano essere sottoposti a radioterapia, chemioterapia, interventi di cardiochirurgia, ortopedia, chirurgia toracica e terapie in ematologia.

Ma da alcuni mesi, la Casa non riesce più a far fronte alle numerose richieste di ospitalità dei parenti di degenti provenienti da fuori provincia o regione. Il Presidente dell’Associazione, don Gianni Mattia, ha più volte chiesto alla Regione Puglia, e di conseguenza alla Asl di Lecce, di poter costruire, totalmente a proprie spese, un’altra struttura di accoglienza per ospitare anche i parenti dei degenti del nuovo Ospedale che si sta costruendo, tenuto conto che essendo prevista un’Unità operativa di trapianti le famiglie dei trapiantati dovranno soggiornare anche per periodi più lunghi.
Per la realizzazione di tutto questo l’Associazione chiedeva solo che all’interno del nuovo nosocomio fosse individuata una superficie idonea per la costruzione della nuova Casa che, ribadiamo, sarebbe costruita a totale carico dell’associazione, ma la buona volontà e la voglia di aiutare chi soffre si è scontrata con una malattia più grave: la burocrazia!

Sono ormai anni che don Gianni attende una risposta tra un rimpallo d’ufficio ad un altro, fra la richiesta di un documento e un certificato… per altro già depositati in occasione della realizzazione della prima Casa. Un iter burocratico fra Direttore Generale della Asl di Lecce e dirigenti regionali alla fine del quale, finalmente, il 26 maggio del 2017 partiva dalla ASL di Lecce al Presidente della Regione, Michele Emiliano, una richiesta per ottenere “l’autorizzazione a contrarre negozio di concessione temporanea del diritto di superficie di circa mq. 300 all’interno del plesso ospedaliero “V. Fazzi”, area prospiciente la (prima) Casa di Accoglienza già edificata”.

Da allora è passato un anno e mezzo nel più assoluto silenzio della Regione, nonostante la struttura venga considerata dalla stessa ASL di Le “un servizio fondamentale per l’utenza”.
Per quanto sopra il Consiglio Comunale
IMPEGNA
Il Sindaco ad intervenire e sollecitare la Regione affinché definisca, quanto prima e comunque prima della attivazione dei servizi previsti all’interno del nuovo nosocomio, iter di assegnazione in concessione temporanea con diritto di superficie di circa mq. 300,00 all’interno del plesso ospedaliero “V. Fazzi”, area prospiciente la (prima) Casa di Accoglienza già edificata”.