di Gaetano Gorgoni

LECCE – Forza Italia, come ha anticipato il Corrieresalentino, segue la linea regionale: c’è il sì ufficiale alle primarie. Il segretario provinciale, Paride Mazzotta, alla fine cede, dopo una riunione fiume, a cena con Mauro D’Attis fino alle 24. Nessuno se l’è sentita di spaccare il centrodestra per difendere la posizione di Adriana Poli Bortone: la senatrice è invitata a partecipare alle consultazioni di base, ma se vorrà andare da sola nessuno potrà impedirglielo. Sul piano della strategia regionale non conveniva a nessuno spaccare la coalizione e, visto che non si poteva imporre il proprio candidato (la senatrice risultava divisiva), i forzisti hanno fatto un passo indietro. Lo abbiamo già spiegato il perché: il segretario regionale fece un clamoroso passo indietro con Bari e Foggia per tenere unito il centrodestra in vista della sfida del 2020. “Dopo aver detto sì in quelle città alle consultazioni di base, non avrebbe avuto senso senso spaccare a Lecce”.

Dunque, tutt’al più i forzisti si limiteranno a proporre un loro candidato alle primarie, ma non si opporranno più a questo metodo di selezione del candidato sindaco. Adriana Poli Bortone, però, è una dinamite con la miccia accesa che sta per esplodere. C’è ancora tempo per provare a disinnescarla, o per disinnescare le sue liste, piene di delusi del “perronismo”.