F.Oli.

MAGLIE (Lecce) – Non avrebbe corrisposto all’Asl le somme per le visite intramoenia per compliessivi 12 mila euro. E con l’accusa di peculato Luigi Refolo, ortopedico 70enne di Maglie, ora in pensione, incassa un’altra condanna: a 2 anni e 4 mesi di reclusione con l’accusa di peculato e con il riconoscimento della continuazione degli episodi. La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda sezione collegiale (Presidente Fabrizio Malagnino) che hanno alzato di soli 4 mesi la richiesta di condanna invocata dal pm di udienza, Francesca Miglietta. L’imputato dovrà anche risarcire l’Asl in separata sede costituitasi parte civile, come avviene in simili procedimenti, con l’avvocato Alfredo Cacciapaglia.

L’istruttoria, grazie alle prove depositate in aula dagli avvocati Luigi Corvaglia e Antonio Costantini, ha consentito di abbattere drasticamente le somme che il medico non avrebbe versato all’azienda sanitaria: dagli inziali 42mila euro inizialmente contestati la somma è scesa a 12 mila euro. Questo perché è emerso come molte visite fossero state effettivamente pagate dai pazienti con il rilascio di regolare fattura da parte del medico.

Seconda condanna, dicevamo. A marzo del 2016, infatti, l’ortopedico aveva incassato 1 anno e 8 mesi sempre con l’accusa di peculato. In quel caso la somma contestata era molto ma molto più esigua. Per il procedimento odierno le contestazioni si riferivano al periodo in cui il medico era in servizio presso il pronto soccorso di Scorrano. Refolo si sarebbe appropriato di 42mila e 765 euro (16mila e 508 euro per il 2009; 20mila per il 2010; 12mila e 250 euro per il 2011; 12mila e 40 euro per il 2012). Le somme sarebbero state ricevute da un numero imprecisato di pazienti come corrispettivo delle visite specialistiche effettuate presso il proprio studio privato di Maglie omettendo di rilasciare la prevista ricevuta fiscale e dimenticando di corrispondere la somma di 42mila e 576 euro all’Asl.

Ad avviare l’indagine è stata una lunga serie di appostamenti dei finanzieri della Tenenza di Maglie. Sono stati convocati in caserma decine di pazienti dopo la loro individuazione mentre il medico ha consentito l’accesso ai file contenuti nel suo computer. Da qui sono emersi i presunti ammanchi nelle casse dell’Asl che sono stati accertati, a fine istruttoria, in una cifra più bassa di quella per la quale l’ortopedico era stato rinviato a giudizio un anno fa.