LECCE – Sono già tre le denunce depositate dall’amministratore dei condomini di Via Agrigento e Via Alessandria, in zona 167, per i ripetuti incendi dei carrellati destinati alla raccolta dei rifiuti, senza che nessuno abbia ancora mosso un dito. Non solo il danno, ma anche la beffa per le tante famiglie che vivono nelle palazzine perché, essendo per la legge i condomini responsabili dei carrellati, questi ultimi devono sopportare i costi degli atti vandalici. «Eppure, le soluzioni moderne e al passo con i tempi non sono poi così lontane: molti Comuni del nord utilizzano già carrellati muniti di scheda per riconoscere chi conferisce – riflette Roberto Giordano Anguilla, dirigente nazionale Gioventù Nazionale – FdI –

Bisognerebbe fare un bando per carrelli ignifughi (antincendio) e che si aprono solo con la scheda: questo risolverebbe tutti i problemi. Siamo nel 2019 e ancora utilizziamo sistemi controproducenti. Si sa che in alcune zone degradate il vandalismo dilaga e tra gli atti più ricorrenti in ogni città c’è l’incendio dei cassonetti. Come si fa ad avere carrellati ancora di plastica, che quando prendono fuoco sono altamente tossici? Cosa c’è dietro questi ripetuti incendi? Perché non esiste un sistema di videosorveglianza? Perché non si installano delle telecamere mimetiche, come si fa per chi abbandona rifiuti, per incastrare i piromani? Si può abbandonare una zona già degradata a se stessa?

L’altro problema riguarda i carrellati: i condomini non possono accollarsi le spese per incaricare una ditta che possa gestirli, visto che non possono essere inseriti per ragioni igieniche e logistiche all’interno dei palazzi. L’unico modo è tenerli all’esterno. L’Ufficio Ambiente del Comune di Lecce deve spiegare dove è legittimo mettere i carrellati, visto che non esiste una zona scoperta e recintata, che permetta di tenere alla larga i vandali. La beffa è che i condomini ora devono smaltire i rifiuti bruciati e comunicare all’Ufficio Ambiente (dopo un apposito esame) se sono stati bruciati materiali tossici o pericolosi. Smaltimento, esame e accertamento è tutto a carico delle vittime di questi incendi. L’ufficio comunale dovrà limitarsi a indicare dove smaltire tutto.

Da Natale a oggi in via Agrigento e via Alessandria siamo saliti già a quota tre incendi. Tra l’altro i cassonetti, che non sono più di zinco ma di plastica, una volta incendiati sono tossici. L’estate i carrellati di questo tipo puzzano e attirano topi. Il Comune di Lecce ha il dovere di venire incontro a queste famiglie cercando di installare videocamere di sicurezza (la zona è balzata più volte agli onori delle cronache per gli incendi d’auto e lo spaccio di droga) che incastrino gli autori di questi reati, ma anche di fornire la tecnologia capace di scongiurare gli incendi: un risultato che si può ottenere utilizzando il sistema dei carrellati con scheda, fatti con materiale ignifugo».