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Insegnanti trasferiti grazie alla legge 104 senza averne alcun titolo? Disposte nuove indagini

di F.Oli.

LECCE – Nuove indagini nell’inchiesta sui trasferimenti concessi ai beneficiari della ex legge 104 del 1992 per un posto da insegnante nella scuola dell’infanzia in provincia di Lecce. Il gip Edoardo D’Ambrosio ha infatti accolto la seconda richiesta di opposizione depositata da un’insegnante di Nardò (assistita dall’avvocato Carlo Sariconi) disponendo un supplemento d’indagine per accertare se i trasferimenti interprovinciali di insegnanti da una sede all’altra e le assegnazioni annuali provvisorie risultino ad esclusivo appannaggio di docenti che beneficiano delle agevolazioni con la ex legge 104 senza averne alcun titolo. Gli accertamenti si focalizzeranno, in particolare, sul ruolo avuto nella vicenda dal medico G.G.S.M. indagato con le accuse di abuso d’ufficio e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. Nel contempo, la posizione di un sindacalista è stata archiviata.

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In un vicolo cieco si erano infilate le indagini, avviate nel 2015, coordinate dall’allora sostituto procuratore Emilio Arnesano (poi finito in manette nell’inchiesta “Favori&Giustizia”). Dopo una prima richiesta di archiviazione e un’ordinanza dell’allora gip Stefano Sernia, il 22 maggio del 2017, le successive indagini non avevano consentito di far emergere presunti illeciti. L’allora magistrato della Procura leccese delegò gli agenti della Digos di acquisire la documentazione medica delle insegnanti in possesso della 104 presso il centro scolastico provinciale di Lecce senza però approfondire la veridicità delle diverse patologie. Da qui la seconda opposizione alla richiesta di archiviazione per indagini ritenute deficitarie e lacunose. Ora un nuovo pm, a cui verrà assegnato il fascicolo, dovrà verificare l’effettiva sussistenza delle patologie, eventualmente a campione, mediante ispezioni di persone estendendo il cono delle indagini anche agli anni successivi a quelli riportati in denuncia (risalente ormai al 2015).

Nell’ordinanza bis con cui il gip Edoardo D’Ambrosio tiene vivo il fascicolo i sospetti si focalizzano su un medico (verosimilmente nel ruolo di mero consulente tecnico) nelle pratiche di concessione del diritto di trasferimento (ex legge n.104). Le verifiche, inoltre, si dovranno soffermare anche sul meccanismo di concessione di tale diritto da parte dell’apposita commissione deliberatrice (ed in particolare se la stessa commissione debba decidere esclusivamente sulla base del carteggio disponibile o se possa o debba riscontrare effettivamente le patologie allegate dai vari interessati-aspiranti al trasferimento mediante visita personale). L’indagine, dunque, potrebbe rischiare di allargarsi. Nel frattempo, però, esce di scena C.G., un sindacalista indicato come colui che avrebbe fornito le indicazioni sulla prassi illecita perché, a dire del gip, “il suo ruolo nella vicenda appare essersi limitato a notiziare le persone offese della prassi (illecita)”.

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A mettere in moto le indagini era stato un esposto di due docenti di Nardò e Copertino con quest’ultima che ha poi rinunciato a presentare opposizione dopo la prima richiesta di archiviazione.  L’esposto dettagliato e circostanziato era stato presentato dagli avvocati Giancarlo Visciglio e Carlo Sariconi. Secondo i querelanti, gli elenchi annuali pubblicati dall’Usp (l’Ufficio Scolastico Provinciale) confermerebbero l’anomalia segnalata nell’esposto. I trasferimenti interprovinciali per un posto comune nella scuola del’infanzia sarebbero risultati 10 su 34 nell’anno scolastico 2011-2012; 12 su 31 nel 2012-2013; 8 su 13 nel 2013-2014; mentre nel 2014-2015 sarebbero stati 16 su 16. La prospettiva di un trasferimento in provincia di Lecce sarebbe risultata ancor più incerta dopo la pubblicazione dell’Usp il 19 agosto del 2014 della graduatoria dei docenti che avevano richiesto l’assegnazione provvisoria interprovinciale per scuola dell’infanzia.

Nell’esposto viene evidenziato come 30 dei 31 docenti complessivi risultassero in possesso della 104 personale oppure per conto di altri familiari. La situazione sarebbe stata la stessa anche analizzando i dati della scuola primaria. Anche in questo caso, così come denunciavano le due insegnanti, nel 2012 non sarebbe stato accordato alcun trasferimento interprovinciale da provincia a provincia per indisponibilità di posti accordati in sei casi su sei a docenti con precedenza prevista dalla legge 104. Sei mesi per accertare se dietro a trasferimenti e spostamenti ci sia stato qualche canale privilegiato grazie alla presentazione di 104 sospette e senza alcun titolo.

 

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