LECCE – Il Pd dopo il naufragio renziano e gli schiaffi della perduta «superiorità morale» confermati con gli arresti umbri, prova a rimettersi in piedi con una corsa per le europee che presenta solo volti «non chiacchierati». Una stangata alle europee sarebbe la disfatta: il risultato è destinato a riverberarsi sulle regionali. Se il Pd vorrà fare la voce grossa, dovrà dimostrare di contare a livello nazionale. I temi su cui si baserà la campagna elettorale non sono ancora chiari, ma comunque al centro ci sarà l’europeismo convinto, la necessità di maggiori risorse ai territori e la lotta ai populismi e alle nuove destre. L’europarlamentare uscente, Elena Gentile, è l’unica donna pugliese in corsa: poi c’è il sindaco di Melpignano, Ivan Stomeo, area renziana, unico salentinio, e Nicola Brienza, imprenditore barese di area Emiliano con un profilo internazionale.

Tra gli uscenti del collegio meridionale spiccano Pina Picierno e Massimo Paolucci. Non ci sono grandi pretese: si punta al 22-23 per cento. La battaglia sarà tra i grandi partiti: Forza Italia, Fratelli d’Italia e, soprattutto, Lega, che nei sondaggi supera il 30 per cento.  I piccoli partiti come +Europa, dove in pole position c’è Alfonso Pisicchio o La Sinistra con la pugliese Eleonora Forenza puntano a scavalcare la soglia del 4 per cento senza troppe pretese. Anche le regionali sono condizionate dalle europee: lo stato di salute dei partiti condizionerà tutto. Non c’è più la coalizione, ma un fronte disgregato in cui Dario Stefano, Nichi Vendola e Michele Laforgia, che hanno già fatto saltare le primarie, provano a indebolire sempre di più la candidatura di Michele Emiliano al governo della Puglia.

Ma tutti sanno che alle regionali la sinistra non potrà permettersi di correre spaccata: Zingaretti recupera i trasfughi e allaccia contatti da Roma in giù. Intanto, Emiliano in Puglia imbarca tutti per una sfida che si preannuncia all’ultimo voto.