LECCE – Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale hanno determinato uno scontro interno al centrodestra sull’incandidabilità dell’eletta, l’avvocata Stefania Oltremarini, “per violazione artt. 60 comma 11 in relazione anche  all’art.63 co.1, nn. 2,3 T.U.EE.LL”. È già stato ufficializzato con una pec l’atto di diffida e di richiesta di revoca della proclamazione a Consigliere in autotutela “decisoria”, ex L. 241/1990 art. 21 nonies, con contestuale richiesta di surroga. 

“La sottoscritta, Dottoressa Paola Mita, è Consigliere comunale di Nardò, cosi come precedentemente comunicato, informa che nella giornata odierna ha proceduto ad inoltrare al segretario Generale della Provincia di Lecce dottor Caretto, al Presidente Stefano Minerva e per conoscenza al il Prefetto, dottoressa Maria Grazia Cucinotta, formale atto di “significazione e diffida” per revoca “proclamazione a Consigliere della Lista n. 1, “Insieme per il Salento” in autotutela decisoria.

L’art. 41 citato prevede, infatti, che nella prima seduta il Consiglio, prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto, ancorché non sia stato prodotto alcun reclamo, deve esaminare la condizione degli eletti e dichiarare l’eventuale ineleggibilità di essi quando sussista alcuna delle cause previste nel Capo IIdel Titolo III, provvedendo secondo la procedura indicata dall’art. 69. Compiendo un richiamo a tutte le cause comprese nel Capo è da ritenersi che il sindacato del Consiglio ricada anche sulle ipotesi di incompatibilità, anche se la lettera della legge menziona espressamente solo la dichiarazione di ineleggibilità”. 

Vi è nel merito copiosa Dottrina e giurisprudenza che precisa la “natura” dell’ ineleggibilità e quella dell’incompatibilità.

La ratio di detto art. 60 D.Lgs. 267/2000 (è)quella diprevenire una possibile incidenza sulla libertà di voto da parte di chi rivesta un ruolo influente, tale da arrecare un “vulnus” alla “par condicio” con gli altri. “Per questo, e per altri motivi meglio dettagliati nell’ atto di autotutela; ancor prima della seduta di insediamento del Consiglio provinciale ex art. 41, laddove saranno i singoli Consiglieri a pronunciarsi sulle situazioni di ineleggibilità ed incompatibilità, confidando nella  buona fede e nel buon  senso dell’ avvocata Oltremarini chiedovenga  ripristinata la trasparenza e la legalità delle cose, in via autonoma e spontanea, evitando così riverberi giudiziari che finirebbero inevitabilmente col portare nelle aule giudiziarie l’intera e più complessiva questione”. 

I fittiani sostengono di aver già valutato eventuali cause di ineleggibilità e di aver verificato che non c’è incompatibilità. Oltremarini risulta dipendente di una partecipata, ma secondo i forzisti, in qualità di avvocata, avrebbe un ruolo di rappresentanza e, quindi, non sarebbe compatibile col ruolo di consigliere. Naturalmente, l’interpretazione della legge, come sempre, farà la differenza.