LECCE – Ancora tensioni nel Carcere leccese: ieri, 21  Maggio, ancora eventi critici due tentativi di autolesionismo a Lecce. 

 A darne notizia e  l’OSAPP per voce del Seg Gen Agg  Pasquale Montesano: “Verso le ore 19 si è verificato tentativo di suicidio detenuto ‘non giudicabile’ ubicato nel reparto infermeria lato C  salvato in extremis da un poliziotto penitenziario. Il soggetto da un asciugamano ha ricavato una rudimentale corda avvolta al collo e al  bracciolo doccia murale dove si e lasciato andare. Il detenuto gia privo di sensi e stato salvato solo grazie all’intervento della Polizia Penitenziaria. Il gesto sembrerebbe dovuto al fatto di non essere riuscito a comunicare con il suo legale.

L’altro detenuto I.G. “DEFINITIVO” ha ingerito sei pile e un tagliaunghie  che hanno determinato l’invio al nosocomio cittadino per le cure del caso.

La compagnia di Lecce, il piu grande istituto della regione Puglia, registra notevoli difficoltà operative per la gravissima carenza negli organici e la scarsa collaborazione dei servizi ASL (oltre all’annoso problema del sovraffollamento detenuti).

Le criticità, minacce, aggressioni, risse continuano: la Polizia Penitenziaria in Puglia continua a mettere a lavorare al limite della tolleranza mentre il Governo totalmente assente con un amministrazione non è in grado di porre in essere  interventi correttivi all’attuale sistema. Appare, quindi, evidente che il sistema penitenziario pugliese sta attraversando il periodo più buio degli ultimi anni riguardo alle  condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria. Al momento la regione è la più affollata del territorio Nazionale e dopo gli eventi di Foggia e Taranto, oggi si evidenziano criticità anche a Lecce. A questo punto è inevitabile lo stato di emergenza: abbiamo bisogno di urgenti decisioni di Governo su sicurezza e organici Polizia Penitenziaria.

Il nostro plauso va agli operatori tutti della CC. Lecce, in particolare agli uomini e donne della  Polizia Penitenziaria che lavorano  con dedizione, professionalità e accortezza continuando a garantire uno standard di ordine e sicurezza che costituiscono condizione imprescindibile per il proficuo lavoro di tutti gli operatori penitenziari”.