di F.Oli.

SALENTO (Lecce) – Un secondo filone d’indagine sulla tribolata vicenda della Xylella finisce all’attenzione della Procura di Bari. Si indaga per falso materiale e ideologico commesso da pubblico ufficiale. Sono sette i nominativi su sui si concentrano gli accertamenti, nomi che compaiono già nell’indagine madre: Antonio Guario, dirigente del servizio Agricoltura della Regione, Giuseppe D’Onghia, diirigente regionale del settore Agricoltura; Vito Nicola Savino, dirigente dell’istituto Caramia di Locorotondo;Franco Nigro (Università di Bari); Donato Boscia, responsabile dell’Istituto per la protezione delle piante del Cnr; Maria Saponari, ricercatrice presso lo stesso istituto e Franco Valentini ricercatore dello Iam (l’Istituto agronomico mediterraneo) di Valenzano.

Lo stralcio è stato disposto dai magistrati leccesi (il procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone e il sostituto Roberta Licci). Di questo inedito ramo di’inchiesta c’è traccia nella stessa richiesta di archiviazione legato al filone principale alla luce delle emergenze investigative relative alla effettiva datazione della individuazione del batterio così come alla questione inerente la regolarità dei finanziamenti pubblici. Sospetti alimentati da quanto rappresentato nel recente esposto presentato dalla European Consumers (l’associazione delle associazioni) il 21 febbraio scorso. L’esposto, in parte, affronta sia la questione delle presunte falsificazioni documentali intervenute presso lo Iam (l’Istituto agronomico mediterraneo) di Valenzano che la gestione dei finanziamenti da parte della Regione.

Al vaglio degli inquirenti del capoluogo di Regione sono finite le comunicazioni effettuate dal Fitosanitario il 2 e il 15 ottobre 2013 con cui l’Osservatorio informava il Ministro del Mipaf (Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali) e gli altri enti nazionali del fenomeno dilagante dei disseccamenti degli olivi del Salento. Comunicazioni, secondo gli inquirenti, inviate in ritardo non solo con riferimento all’emergere del fenomeno del disseccamento ma anche al ritrovamento nel territorio del batterio della xylella. In tali comunicazioni (in aperto contrasto con quanto ricostruito in fase di indagini) l’individuazione del batterio veniva collocato solo nell’ottobre del 2013. Troppo in là rispetto all’effettiva datazione. Tanto da necessitare un accertamento investigativo.