BARI – Nino Marmo, Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Giannicola De Leonardis, Domenico Damascelli, Francesca Franzoso, Renato Perrini oggi hanno lanciato accuse taglienti nei confronti del governatore della Puglia in una conferenza stampa tenutasi in Regione.
“Mentre la disoccupazione in Puglia è una piaga sociale, Emiliano e Cassano utilizzano l’Arpal come poltronificio clientelare in vista delle elezioni: un’indecenza che sfiora la volgarità politica. La legge prevede la nomina di un direttore generale dell’agenzia, ma Emiliano ha nominato un commissario straordinario per poter stringere, senza avviso pubblico, il sodalizio con il suo alleato. Raccattare voti da destra, centro e sinistra è un cattivo esempio dal punto di vista politico ed è per questo che il presidente continua ad essere latitante dal Consiglio regionale, delegittimando un’istituzione: la mozione per richiedere le dimissioni di Cassano dall’agenzia giace da due mesi e non viene discussa nel parlamentino regionale. C’è qualcuno che, evidentemente, sta scappando per non assumersi la responsabilità di un problema serio, incurante anche della pessima figura che fa la sua maggioranza: ad ogni seduta del Consiglio, infatti, cade puntualmente il numero legale e non si produce alcun risultato per i pugliesi ormai da mesi. Nel frattempo, il commissario dell’Arpal gira in lungo e in largo per la Puglia per fare campagna elettorale nel centrosinistra, sfruttando il suo incarico istituzionale e millantando anche il titolo di ‘presidente’ dell’agenzia (figura inesistente). E questa è una vergogna.

Inoltre, fa sorridere pensare a Cassano come il costruttore del sistema lavoristico in Puglia… quando si sta rivelando abile solo nel reclutamento di personale utile per consolidare il consenso suo e di Emiliano. Sul punto, abbiamo interrogato l’Autorità Anticorruzione e siamo in attesa di risposta. Intanto, sarebbe il caso che Emiliano ripristinasse un clima di rispetto della legge, rimuovendo Cassano dall’incarico (illegittimo) di commissario e nominando, con avviso pubblico, un direttore generale dell’Agenzia. Questo è ciò che prevede la legge istitutiva dell’Arpal ed è ciò che chiediamo noi: l’ente ha bisogno di una figura esperta e competente, che conosca il mondo del lavoro e sappia immaginare delle strategie per produrre occupazione. Basta con chi si spaccia ‘presidente’ del nulla e strumentalizza un incarico per fare campagna elettorale per il centrosinistra (quando solo pochi mesi fa, alle elezioni politiche, era candidato nel centrodestra)”.