LECCE – “Ci sono poche cose sicure e nonostante il meteo, a volte pazzerello, di una cosa siamo certi l’estate prima o poi arriva e come ogni anno arrivano puntuali gli allarmi sanitari dalle marine leccesi: attenzione manca il punto di primo soccorso, non c’è la postazione del 118, cosa succederebbe se.. ecc. ecc.” Lo dichiara il consigliere comunale del M5S di Lecce, Arturo Baglivo.

“Quello che dovrebbe davvero sconvolgerci è perché nonostante l’ineluttabilità dello scorrere del tempo ogni anno si ripetano gli stessi percorsi, perché ogni anno si debba ricorrere a sistemi emergenziali per risolvere quello che dovrebbe essere un intervento preorganizzato e pianificato da tempo.

Mancano i soldi e le certificazioni per le associazioni di volontariato sulle quali, sembra incredibile dirlo, si basa gran parte del nostro sistema d’emergenza. Nonostante un idea di riorganizzazione che non condivido, e che siano ormai passati cinque mesi da quando, preceduta da araldi e sbandieratori, la giunta Emiliano, che ne parlava da anni, ha annunciato una nuova creatura mitologica della sanità pugliese l’AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) .

Si sa nella Puglia di Emiliano le agenzie sono sempre bellissime e piene di tante parole ma forse è il momento di rispondere con pragmatismo alle necessità sanitarie del territorio.

Il Salento è quello più penalizzato: è di ieri un’attesa di oltre 30 minuti, a detta degli astanti, per un incidente scooter contro auto sulla litoranea leccese: trenta minuti sono un’eternità per un traumatizzato. Trenta minuti sono il 50% di quella “golden hour” che fa la differenza tra la vita e la morte e che tutti coloro che lavorano nell’emergenza ben conoscono, mi auguro che quanto prima siano dotate di ambulanze e soccorritori tutte le postazioni delle marine leccesi ma non è più tollerabile il ritardo nella riorganizzazione del servizio di emergenza e urgenza regionale.

La nascita del nuovo pachiderma, targato Emiliano, certamente non velocizzerà il sistema emergenziale: una più veloce e razionale riorganizzazione dello stresso su base dipartimentale avrebbe garantito una interconnessione dei territori ed una omogeneità tra le strutture esistenti, migliorando l’efficienza del sistema e la qualità clinico-assistenziale. Così invece il dubbio è che si sia scelto di riformare il sistema puntando su una nuova agenzia (l’AREU) solo per distribuire altre poltrone in posizioni apicali, mentre sulle strade si aspetta un’ambulanza che potrebbe salvarci la vita.”