LECCE – Il Segretario Generale Silp Lecce, Antonio Ianne, contesta i numeri del governo: “Tra campagne elettorali e conferenze stampa, abbiamo assistito nell’ultimo periodo a un moltiplicarsi di annunci sugli organici di polizia, anche in relazione al nostro Salento. Nella realtà come stanno davvero le cose? I numeri, in sostanza ufficiali, parlano d’incrementi di organici per l’intera provincia pari a circa 25-27 unità spalmate tra luglio, dicembre 2019 e aprile 2020. Al contempo, a fronte di questi numeri, si avranno nei prossimi due anni 62 pensionamenti per raggiunti limiti di età, ai quali si aggiungeranno prevedibilmente altri 30-35 pensionamenti a domanda.

I conti sono presto fatti il saldo è assolutamente negativo a dispetto di quanto si continua a propagandare con scientifiche falsità.

Anche per i rinforzi estivi, la situazione non è migliore, tra patti e progetti non condivisi che la Cgil di Lecce ha correttamente non sottoscritto. Leggiamo riferimenti a ‘Estati Sicure’ il cui la priorità sembra essere dare sicurezza dai venditori ambulanti, forse ‘insistenti’ ma di certo modestamente ‘pericolosi’. Nulla si dice, invece, sull’obiettivo di un maggiore controllo del territorio.

Nel Salento in meno di due anni siamo passati, infatti, da circa 20 unità aggregate presso il Commissariato di Gallipoli provenienti da altre province alle odierne 9 unità di cui 6 già in servizio a Lecce. Sembra il classico gioco delle tre carte. Senza trascurare il fatto che in altre realtà turistiche, tipo Rimini per intenderci, le aggregazioni di personale inizieranno da metà giugno mentre a Gallipoli, solo dal 20 luglio. Per il resto del territorio non c’è nulla: eppure, come le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri della scorsa estate testimoniano, gli episodi di furti e spaccio di sostanze stupefacenti aumentano a dismisura con la presenza dei turisti nel periodo estivo.

Dalle risultanze delle operazioni di polizia, si nota l’incremento delle attività illecite con l’avvento di ‘flussi’ di delinquenti provenienti da altre province verso il Salento. Allo stesso tempo, il Ministero dell’Interno non ‘segue’ questi flussi con un adeguato incremento del controllo del territorio nelle zone interessate. Il tutto mentre i lavoratori del comparto sicurezza e difesa sono da oltre 160 giorni senza contratto e da 16 mesi aspettano la chiusura di quello siglato a febbraio 2018. Si attende di capire cosa voglia fare il Governo per i ‘correttivi’ al riordino delle carriere in vigore dall’ottobre 2017, perché anche qui ogni occasione è buona per gridare ai quattro venti che c’è bisogno del ‘correttivo 1’ e poi del ‘correttivo2’, ma nella pratica non è giunta nemmeno una convocazione ai tavoli, nonostante le richieste formali.

Nel frattempo i lavoratori sono impiegati in lavoro straordinario sottopagato e retribuito, se va bene, dopo 1824 mesi con evidente danno economico connesso. Speriamo non si pensi a mini-bot anche per pagare questi debiti. Nell’attesa continuiamo a convivere con la mancanza di divise e dotazioni, per non parlare degli ormai storici problemi logistici. Questa realtà di pacche sulle spalle e annunci ci ha stancato: basta con la ricerca del consenso giocando sui temi della sicurezza degli operatori di Polizia e dei cittadini, vorremmo almeno un gesto concreto di vicinanza che non sia contenuto in un tweet”.