di Julia Pastore

PARABITA (LECCE) – L’ “Ave Maria” di Schubert e le “Overtures” di Rossini a fare da sfondo musicale, qualche fiaccolata che inizia a scoppiettare timidamente. Poi, come mitragliatrici, fuochi d’artificio disposti a schiera si sprigionano impetuosamente nell’aria, uno alla volta: siamo in piazza Regina del Cielo, alla festa patronale di Parabita, e qui ha inizio lo spettacolo suggestivo comunemente battezzato dalla gente del posto come “incendio del campanile” (infatti sino a qualche anno fa si realizzava l’accensione del campanile, dal suo interno, mentre tuttora si ritiene che ciò possa mandare in rovina la struttura).
L’evento folkloristico tanto atteso, da salentini e turisti, è stato compiuto grazie alla direzione artistica dell’azienda pirotecnica Morsani di Rieti, che è stata in grado di disegnare delle originali coreografie pirotecniche.
I fuochi hanno contornato la Basilica Maria della Coltura, creando stupore negli spettatori, che si guardavano continuamente attorno, poiché le luci allestite illuminavano anche loro e il giardino sito di fronte alla chiesa (per rivedere le immagini più significative cliccare sull’immagine ndr).

Mentre procedeva la proiezione degli affreschi mariani del santuario, la voce di un narratore ha ripercorso le vicende storiche che hanno interessato il ritrovamento del monolito della Madonna della Coltura: la leggenda narra che un anziano contadino, mentre era a lavoro, all’improvviso avrebbe visto i suoi buoi inginocchiarsi in segno di raccoglimento; allora l’anziano avrebbe iniziato a scavare lì intorno, trovando con stupore l’immagine della Madonna col bambino; successivamente i devoti avrebbero intrapreso il pellegrinaggio verso il luogo di tale, mistico ritrovamento ma, una volta giunti, non avrebbero trovato alcunché, ritrovando il monolito solo in seguito.
La festa religiosa si è tramandata di generazione in generazione e anche quest’anno è stata salutata da tutti con grande entusiasmo.