di Gaetano Gorgoni

PUGLIA – “Sono tutti falsi quelli che fanno finta di fare la voce grossa! Stanno solo negoziando. Non esiste un’alternativa all’attuale presidente della Regione Puglia: il suo schema ha vinto in tutte le città”. Un autorevole dirigente di lungo corso del Pd, un anti-Emiliano, si lascia sfuggire queste considerazioni al telefono, che sembrano soprattutto rivolte a Dario Stefano, indicato da molti all’interno del centrosinistra come un possibile avversario alle primarie contro il governatore in carica. Ma c’è chi, come Elena Gentile, non crede che Emiliano sia l’unica possibilità di vittoria per il centrosinistra: “Devi precisare che prima si deve fare una discussione e poi chi riterrà si candiderà alle primarie.
Non credo che Emiliano sia l’unico candidato possibile del centrosinistra: non sono di questo avviso, anche perché non si entra nel merito di quello che è successo in questi anni. Non si analizzano schemi e alleanze del governo Emiliano. Il risultato delle amministrative a Bari e a Lecce va imputato alle qualità di chi ha vinto (Decaro e Salvemini), non all’ingerenza del governatore. A Foggia si perde con il sostegno di Emiliano al candidato del centrosinistra, forse perché su quel palco c’era troppa ambiguità e c’era Leonardo Di Gioia, che aveva dichiarato il sostegno alla Lega alle europee”. Elena Gentile non è stata eletta per circa 400 voti: è proprio la “questione foggiana” ad aver avuto un peso fondamentale. All’appello “votate pugliese” più di qualche appartenete al centrosinistra non ha risposto.

Elena Gentile si candida? “Prima la discussione e poi la decisione di gruppo e individuale su chi si candida”. Le primarie si faranno, ma soprattutto serviranno a qualcosa, visto il dominio assoluto di Emiliano? “Dovrebbero essere un passaggio serio sulle idee, sui programmi e sulla visione” – spiega l’ex europarlamentare. “Io non giustificherei l’assenza momentanea di proposte alternative a Emiliano, ma parlerei di obiettivi non concretizzati, come quello di sostenere l’agricoltura pugliese: rischiamo il disimpegno dei fondi dello sviluppo rurale. Si è pensato a costruire coalizioni con pezzi vaganti del centrodestra, invece di dare risposte serie. Bisogna ricostruire una visione di sviluppo e crescita, insieme ad altre regioni del Mezzogiorno: una visione europea. Se le primarie servono solo a legittimare l’attuale assetto, non credo che sia la strada migliore per accreditarsi come Regione capofila del Mezzogiorno. Ci si allinea al governo gialloverde, che vuole redistribuire le risorse al fondo regionale penalizzando il Mezzogiorno. Eppure paghiamo già il prezzo della discriminazione del sud in campo sanitario. Il mio lavoro in Europa lo voglio restituire ai cittadini: non significa che sarò candidata, ma che cercherò di affrontare i problemi a cominciare da sanità, rifiuti e formazione. “Ad esempio, se parliamo di formazione, che significa l’ecoassistente familare? Quanti veri posti di lavoro produce? A cosa serve un corso del genere? Come mai si formano ancora OSS, ora che la domanda è più grande dell’offerta? Si illudono migliaia di persone che andranno a fare dumping sul mercato per poi essere pagati dai privati 300 euro al mese! Si sono presentati in 24 mila alle selezioni! Oggi abbiamo bisogno di altre figure professionali. Se continuiamo con gli OSS, faremo arricchire solo qualche agenzia.

Il tema non è il Rei, ma il lavoro, le nuove professioni che nascono con le nuove tecnologie. È necessaria un’analisi rigorosa di quello che è accaduto negli ultimi 15 anni, ci metto anche il periodo di Vendola (in cui esisteva una visione, anche se qualche errore è stato fatto)”. Dunque, attualmente, nel centrosinistra non c’è un nome alternativo a Emiliano, capace di vincere alle primarie, ma una cospicua frangia di contestatori consapevole che una spaccatura farebbe perdere tutti.