di C.T.

SALICE SALENTINO (Lecce) – Nuovo attentato a distanza di poco più di un anno dall’ultimo raid. Tre auto in fiamme e una notte di paura a Salice Salentino, dove un incendio di natura dolosa ha avvolto tre vetture, danneggiando anche i prospetti delle abitazioni davanti alle quali erano parcheggiate. Una nuova notte insonne per un intero nucleo familiare nonché per tutti i residenti nella strada, tra cui anche una donna al quinto mese di gravidanza, che si sono trovati improvvisamente le loro abitazioni invase dal fumo.

Il rogo è divampato attorno all’1.30 in via Libertà ed ha interessato una Renault Megane, una Opel Zafira ed una Lancia Y vecchio modello, di proprietà rispettivamente di un noto artigiano del posto, di 39 anni, della suocera e del compagno di quest’ultima. Tutte e tre le vetture sono andate completamente distrutte dalle fiamme, nonostante l’intervento di più squadre dei vigili del fuoco.

Sul posto, per le indagini, sono intervenuti i militari della compagnia di Campi Salentina, che nelle prossime ore acquisiranno i filmati registrati dalle telecamere di sicurezza presenti nella zona, alla ricerca di immagini utili all’attività investigativa. Nei nastri si noterebbero due individui allontanarsi di corsa dalle auto parcheggiate in strada, per poi salire a bordo di un mezzo e fuggire.

La stessa famiglia, nella notte tra il 6 ed il 7 maggio dello scorso anno, subì un analogo attentato incendiario. Anche in quell’occasione, infatti, furono distrutte dal fuoco le vetture di proprietà delle stesse tre vittime del raid delle scorse ore. Gli autori, probabilmente gli stessi che hanno agito la notte scorsa, non sono stati mai individuati.

È stata una notte infernale” – racconta uno dei residenti – “ci siamo svegliati di soprassalto scoprendo che le nostre abitazioni erano tutte invase dal fumo. È stato terribile. Sono stati minuti di vero panico per tutti noi: c’era anche una giovane al quinto mese di gravidanza, fortunatamente non ha riportato alcuna conseguenza. Ci auguriamo che le forze dell’ordine riescano a trovare i responsabili, così non si può più vivere”.