LECCE – Gaetano Quagliariello, secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe in trattative con Toti. L’intervista alla Verità sembra confermare tutto. “Preparatevi a un big bang – dichiara Quagliariello – L’alleanza tra sovranisti e liberali è inevitabile. La gente chiede sicurezza alla Lega, noi mettiamo al centro la libertà. Nessuna riserva su Giovanni Toti e Giorgia Meloni”. Il professore è tentato dall’alleanza leghista e dalla rottamazione del berlusconismo, tenuto in piedi dai nostalgici. È la stessa scelta di Raffaele Fitto, che nessuno avrebbe immaginato con la casacca del sovranismo. Ma nel panorama politico attuale tutto può succedere. Anche che un piccolo agglomerato di ex berlusconiani stacchi una scialuppa di salvataggio dal Titanic forzista per agganciarsi saldamente alla Lega di Salvini. Del resto, l’ex ministro di Maglie con Giorgia Meloni si è salvato, dopo il passo falso delle politiche in cui aveva abbracciato i centristi dell’UDC. Qualcuno immagina il nome di Quagliariello tra la rosa dei nomi dei candidati alla Presidenza della Regione con il centrodestra.

Fino ad oggi hanno continuato a circolare diversi nomi: da Caroppo a Giorgino, fino a Mantovano (anche se il presidente della Corte d’Appello non sembra molto interessato). In questo turbinio di nomi e proposte si innesta la crisi di Forza Italia, dove Toti vuole scaricare il suo leader, in accordo con Matteo Salvini, secondo le indiscrezioni che circolano. Dal canto suo, Silvio Berlusconi, siccome le elezioni regionali sono ormai alle porte, invita all’unità del centrodestra in un rapporto politico molto chiaro. Ma Salvini ha molta voglia di scaricare i forzisti, la cui emorragia sembra inarrestabile.

In Puglia si apre il dibattito sulla scelta del miglior candidato e rispunta Adriana Poli Bortone: “Al di là delle spiacevoli diatribe sorte in occasione delle elezioni amministrative a Lecce, il centrodestra pugliese ha ripetutamente affermato con i suoi tre partiti nazionali (F. I.- Lega -FDI) di credere fermamente nelle primarie. Per evitare, dunque, improvvisazioni e consentire una candidatura condivisa.

Anche da altri soggetti dell’area di centrodestra e del civismo che in quest’area intenderà riconoscersi è opportuno oltre che urgente convocare già per settembre le primarie in ognuna delle sei province pugliesi e successivamente, semmai, un’ulteriore fase di primarie  fra i sei  vincitori. Lo dico con le consuete riserve sulle primarie  non regolamentate per legge, ma con la volontà di voler sottrarre  la nostra Regione alla pessima gestione della sinistra pugliese. Per evitare fraintendimenti  dichiaro fin d’ora che il suggerimento ai segretari regionali ed agli altri soggetti di centrodestra è solo a puro titolo di disponibilità a ricreare  uno schieramento unito e forte e non certo per candidature  che vanno affidate ai giovani competenti e capaci, pronti a rappresentare una rinnovata classe dirigente”. La senatrice propone primarie provinciali con una finalissima regionale, cominciando da settembre. La politica è volubile. Oggi le primarie possono unire, anche se ieri venivano additate come un bluff. Ma in tanti tra i leghisti vorrebbero evitarle per optare su un nome importante, magari del mondo della cultura, come un ex rettore barese.