CAVALLINO (LECCE) – Il reflusso gastroesofageo e la gastrite sono patologie comuni e diffusissime. I sintomi spesso si confondono con quelli di altre patologie. Il mal di gola o al torace, ad esempio, possono essere l’effetto degli acidi, che risalendo dallo stomaco (soprattutto nella notte, mentre dormiamo) infiammano lunghi tratti fino alla gola. “Anche il dolore toracico può essere dovuto al reflusso perché l’acido risalendo dall’esofago dà delle contrazioni che possono mimare il dolore dell’infarto”. Ce lo ha spiegato il gastroenterologo, dottor Gianluca Rizzo, il coordinatore della squadra del Centro di Gastroenterologia Calabrese di Cavallino: “Molto spesso le automedicazioni fanno danni seri, peggiorano un quadro clinico già allarmante: si pensi a chi usa i FANS per un mal di gola causato da reflusso (cura la gola, quando bisogna intervenire sullo stomaco). Antinfiammatorio, aerosol e antibiotico non servono per i disturbi di cui stiamo parlando, ma vengono utilizzati spessissimo per problemi che dipendono dallo stomaco: il risultato è un aggravamento delle problematiche già esistenti. L’antinfiammatorio non fa altro che aumentare la secrezione dell’acido, proprio quella materia che risalendo dove non dovrebbe brucia tutto. Quindi, con una autodiagnosi sbagliata alimentiamo il problema. È necessario affidarsi allo specialista per una diagnosi sicura: questo è nell’interesse dei pazienti”. Anche l’utilizzo di gastroprotettori non ha un senso durante una cura antibiotica: tutte verità che i “profani” ignorano. Insomma, bisogna affidarsi a dei centri seri, capaci di stare al passo con i tempi, affiancando l’innovazione a équipe interdisciplinari. Gastrite e reflusso, pur essendo patologie molto differenti, spesso possono coesistere: nella maggior parte dei casi la gastrite è scatenata dall’Helicobacter pylori (il 40% dei pugliesi viene a contatto con questo batterio): controllarsi è fondamentale per prevenire e scoprire in tempo i tumori all’esofago e allo stomaco. La gastroscopia oggi non è più un’operazione altamente invasiva, com’era qualche anno fa: oggi in alcune strutture, come quella dei dottori Maria Luisa e Ruggiero Calabrese, si utilizzano macchinari sottili come uno spaghetto per sondare le patologie dello stomaco. Minore invasività e maggiore sicurezza sono le caratteristiche della nuova gastroscopia.

LA GASTROSCOPIA MINI-INVASIVA DEL CENTRO CALABRESE 

Anche le strutture ospedaliere pubbliche offrono alta tecnologia, ma il numero enorme di utenze e il personale limitato spesso danno luogo a lunghe liste d’attesa o a una gestione non proprio impeccabile. Il privato, come il Poliambulatorio Calabrese, dunque, può puntare sulla capacità di offrire una prestazione con la tecnologia più all’avanguardia in tempi certi e brevi. Oggi nel Centro di Gastroenterologia cavallinese si possono fare i test più innovativi per scoprire le intolleranze al lattosio sul prelievo del duodeno, che è il metodo migliore, visto che alcuni test possono risultare falsi negativi. Il personale specializzato e la tecnologia mini – invasiva fanno la differenza. “La gastroscopia ci dà certezze anche per quanto riguarda le patologie croniche – spiega il dottor Rizzo – Con questo esame si può scoprire per tempo il tumore allo stomaco o all’esofago. C’è un incremento dei tumori all’esofago legati al reflusso. Il reflusso gastroesofageo, infatti, può innescare un tipo di meccanismo che, a lungo andare, porta a queste gravissime patologie. Ecco perché la gastroscopia è fondamentale per capire se il problema esiste oppure no. Insieme alla gastroscopia si può procedere alla biopsia, che ci permette di avere un quadro chiaro anche sull’evoluzione della malattia (ad esempio nei malati di tumore)”. La dispepsia, cattiva digestione, è un termine in cui i profani includono tutto. Anche la malattia celiaca si presenta con sintomi banali, che però vanno indagati. Per fare una diagnosi precisa lo specialista è necessario. Ma già col medico di base si può cominciare a escludere celiachia, reflusso o Helicobacter, con una serie di esami. La Gastroenterologia si è evoluta moltissimo in questi anni: lo specialista già con un colloquio riesce a individuare il problema. Poi sono necessari esami di base: i test della celiachia per l’helicobacter e quelli per scoprire eventuali infezioni (sangue e feci). Lo screening di approfondimento per una diagnosi puntuale è quello della gastroscopia. L’esame endoscopico è di supporto al sospetto diagnostico e sgombra totalmente il campo dai dubbi.

ENDOSCOPIA DIGESTIVA, LA TECNOLOGIA AVANZATA A CAVALLINO

L’endoscopia digestiva è una tecnica diagnostica e terapeutica che dà una visione diretta, dall’interno, di alcuni organi. Eventuali alterazioni o lesioni vengono individuate subito e  si possono contemporaneamente effettuare piccoli interventi quali asportazione di polipi, arresto di emorragie digestive, palliazione di tumori avanzati, cauterizzazioni, biopsie. Questo tipo di operazione oggi è assolutamente indolore grazie a due tipi di anestesie sicure che vengono praticate sui pazienti. Il Videogastroscopio e videocolonscopio Olympus, presenti nella struttura cavallinese, insieme al personale specializzato, offrono tutte le giuste garanzie di svolgere un esame sicuro e con il top della tecnologia: nel caso della gastroscopia la sonda, lunga e flessibile, è sottile quasi come uno spaghetto. Il temutissimo esame gastroscopico oggi è una passeggiata nei centri in grado di offrire il massimo delle professionalità e delle tecnologie.