NARDÒ – In queste ore fioccano le proteste per il nubifragio di ieri, che ha trasformato una piccola zona del paese in laguna. I lavori in corso sono stati devastati dall’allagamento: ora c’è chi se la prende con l’amministrazione che non sarebbe intervenuta tempestivamente. “La Protezione Civile regionale, ieri mattina, ha diramato un messaggio di allerta, che prevedeva per l’intero Salento, dunque anche per Nardò, allerta arancione; quali misure sono state attuate dal nostro Comune a seguito di questa allerta? NESSUNA! – inveisce Lorenzo Siciliano, consigliere di opposizione –  Le caditoie all’interno delle quali defluiscono le acque piovane erano STRACOLME di materiali occludenti; le stesse caditoie non sono state aperte PRIMA dell’ora in cui ha piovuto, bensì un’ora dopo; e dove sono state aperte è stato grazie ai cittadini che si dovuti letteralmente immergere nell’acqua per farlo. Ieri, dall’inizio alla fine del nubifragio, non esisteva in circolazione un singolo mezzo né della Protezione Civile né del servizio manutenzione.

Lo ribadisco: in questa Città si spende oltre un milione di euro per una pista ciclabile inutile e pericolosa, centinaia di migliaia di euro per una rotatoria inutile in piazza Mazzini e non si riesce ad impegnare un singolo euro per combattere il serio rischio idrogeologico che corriamo, ammodernando le condotte di fogna bianca e investendo in maniera significativa sulle zone costantemente alluvionate”.

“Mellone, la sua giunta e i suoi consiglieri di maggioranza sono scomparsi in queste ore di maltempo – attacca la consigliera d’opposizione, Paola Mita (Forza Italia) –
Nonostante l’allerta meteo fosse stata diramata nessuno di loro si è fatto vedere e le caditoie sono rimaste chiuse, le piste ciclabile non segnalate il rondò di plastica navigavano indisturbati.
In questi casi la normativa di riordino del sistema nazionale di protezione civile parla chiaro: il SINDACO assume la direzione dei servizi di emergenza nel territorio del Comune! Pertanto Egli deve prevenire, soccorrere e superare l’emergenza.
A Nardò, nella seconda città della Provincia, nella città che Mellone e i suoi chiamano la città dei sogni non c’era nulla di tutto questo è i cittadini hanno dovuto fare da soli!
Un’attività amministrativa completamente ingessata nelle mani di pochi al comando! Chiederemo che chi ha delle responsabilità sia chiamato a risponderne! L’evento era prevedibile e nessuno ha mosso un dito!
Nardó è stanca!”.

“Non è accaduto nulla di strano – spiegano i sostenitori del sindaco – Tutto è stato ripristinato. È piovuto ovunque: dov’è la notizia? I cantieri con gli allagamenti non centrano nulla. Anzi l’intervento su piazza Mazzini prevede la sostituzione di un canale della fogna bianca che li risolve i problemi degli allagamenti“.