di Claudio Tadicini

SALENTO – Dal Regno Unito al Salento, portando dentro di sé i messaggi di speranza e amore ed il ricordo di una madre per la figlia che non c’è più. Sigillata con sughero e ceralacca, la bottiglia ha viaggiato per oltre 2.500 miglia in mare, trascinata dalle onde e dal vento, prima di approdare sulla scogliera di “Pozzo Pasulo”, località di Torre Vado, marina di Morciano di Leuca.

È il “viaggio” che la bottiglia affidata alle onde dalla madre di Sorrell Leczkowski, quattordicenne di Leeds, una delle ventidue vittime innocenti dell’attentato di Manchester del 22 maggio 2017, ha compiuto prima di giungere sulle coste del Capo di Leuca. Foto, pensieri e messaggi di una madre distrutta dal dolore per la morte della figlia, uccisa nell’attentato nel foyer della “Manchester Area”, al termine del concerto della pop star americana Ariana Grande.

Ritrovata durante le operazioni di pulizia della costa disposte dagli amministratori della cittadina, la bottiglia contenente il ricordo della povera Sorrell è stata restituita dal mare lunedì mattina, ripescata da un operaio della ditta “Paeco” mentre fluttuava tra gli irti scogli. Successivamente è stata consegnata nelle mani dell’assessore comunale Stefano Maggiore, che aveva disposto le pulizie della costa della marina.

Oltre alle foto della giovane ed alle parole di una madre tormentata dal dolore, al suo interno, anche un braccialetto di gomma di colore viola, con incisi il nome della ragazza, dei cuori e la sua data di nascita: 5 febbraio 2003.

“Nell’attimo in cui sei morta – recita uno dei messaggi che portano la firma della madre – il mio cuore si è spezzato a metà. Un lato è pieno di dolore, l’altro è morto con te. Mi sveglio spesso di notte quando il mondo è addormentato e cammino lungo il viale dei ricordi con le lacrime sulle guance. Ricordarsi di te è facile. Lo faccio ogni giorno, ma la tua mancanza è un dolore al cuore, che non se ne va mai via. Ti tengo stretta nel mio cuore e lì rimarrai, fino a quando arriverà il giorno gioioso che ci incontreremo di nuovo. Mamma”.

Sorrell Leczkowski viveva con la famiglia ad Adel, un sobborgo a nord di Leeds, in Inghilterra. Era una studentessa modello, presto sarebbe diventata architetto, e sognava di frequentare la “Columbia University” di New York, per poi un giorno potere costruire una casa per sua madre. Insieme a quest’ultima e alla nonna, entrambe rimaste ferite nell’attentato, la ragazzina aveva raggiunto la sorella che aveva assistito al concerto della cantante statunitense. Vicino ai varchi d’uscita dall’Arena, però, fu investita dall’onda d’urto dell’esplosione causata dal terrorista Salman Abedi, 22enne inglese di origini libiche convertito all’Islam radicale, autore dell’attacco suicida.

La ragazzina morì poco dopo in ospedale, mentre la mamma e la nonna riuscirono a sopravvivere. La sorella della giovane, invece, rimase illesa. L’attentato kamikaze, rivendicato il giorno successivo dall’Isis, costò la vita a ventidue persone molte delle quali erano adolescenti. Tra le vittime anche una bimba di soli 8 anni. Oltre duecento i feriti.

Nel frattempo, il sindaco di Morciano di Leuca Lorenzo Ricchiuti e tutta l’amministrazione comunale hanno avviato la ricerca dei familiari della 14enne, per invitarli nel Salento e riconsegnare loro quella bottiglia, perché il ricordo di Sorrell e l’amore di sua madre in essa custoditi possano continuare a girare il mondo, diffondendo speranza e pace.