LECCE – Anche il segretario provinciale di Fratelli d’Italia, Pierpaolo Signore, boccia l’osservatorio contro i fascismi. Nessun pericolo incombente di “squadracce” e anche i partiti che simpatizzano non raggiungono più dello 0,12% a Lecce. “Apprendo con sorpresa dell’istituzione di un ‘Osservatorio per il contrasto alla proliferazione del fenomeno neofascista’ in seno alla presidenza della Provincia di Lecce. A suggellarlo, oltre al presidente Stefano Minerva, un coordinamento di associazioni quali Anpi, Arci, Cgil, Libera, Link, Unione degli studenti e Studenti indipendenti e similari. Non mi stupisce tanto la sbandierata volontà di garantire (legittimamente) il rispetto dei principi costituzionali quanto l’apprendere che esistano, in provincia, episodi e fenomeni di ispirazione neofascista. A tal proposito sarebbe stato opportuno -contestualmente alla presentazione dell’Osservatorio- illustrare statistiche e dati degli episodi di matrice neofascista verificatisi negli ultimi cinque anni a Lecce e provincia in modo da sostanziare la necessità di istituire addirittura un Osservatorio di contrasto ad eventi del genere. Ricordo piuttosto numerosi episodi antidemocratici di violenza, inciviltà, intolleranza, avvenuti anche di recente ad opera di ambienti dell’ultra sinistra e dei centri sociali; ricordo ad esempio ad Alezio insulti e minacce rivolti agli organizzatori della presentazione di un libro o, a Lecce, assalti a gazebo di partiti politici in piena campagna elettorale nella centralissima Piazza Sant’Oronzo con conseguenze anche per una minorenne ferita e costretta a ricorre alle cure in ospedale, o ai tanti monumenti cittadini sfregiati con scritte deliranti.

A questi ripetuti spiacevoli eventi, tutti di medesima matrice, non è seguita alcuna nota di solidarietà o condanna da parte dei sottoscrittori dell'”Osservatorio” né da circoli, sigle, movimenti similari; un silenzio più che sospetto. Ritengo siano altri i problemi di cui la Provincia di Lecce farebbe bene ad occuparsi: dalle scuole che cadono a pezzi alle strade impraticabili, senza contare xylella, rifiuti, deficit infrastrutturale, sanità allo sbando, questioni riferibili al malgoverno della Regione guidata dal compagno e mentore dello stravagante presidente della provincia.
La realtà è che questa iniziativa, che denota un approccio ideologico vetero-comunista, resterà fine a se stessa e non andrà oltre la propaganda politica di una certa sinistra che, in mancanza di contenuti e di sostanza, puntualmente tira fuori dal cilindro il mostro dell’antifascismo”.

L’IRONIA DI FEDERICA DE BENEDETTO 

Anche in Forza Italia c’è chi stigmatizza l’operazione. “Nasce a Lecce l’osservatorio per arginare il pericolo neofascista a firma di CGIL, Anpi e Presidente della Provincia Minerva.
Ottima idea! – attacca Federica De Benedetto – Ora, attendiamo l’osservatorio su: Xylella, dissesto stradale, inquinamento, fuga dei giovani, crollo delle nascite e disoccupazione.
Poi, dopo aver osservato tutti questi problemi, la finirei con tavole rotonde e osservatori inutili, tipici della sinistra girotondista, e inizierei a risolverli! #fumonegliocchi”.

L’ALTRA ITALIA SCRIVE UNA LETTERA AL PRESIDENTE MINERVA 

“Egregio Signor Presidente,
apprendo con stupore che lei, insieme con il nuovo esecutivo provinciale e con alcune associazioni di categoria, ha varato l’osservatorio provinciale contro i neofascismi – scrive il segretario nazionale dell’Altra Italia, Mino Cartelli –
Il fascismo è un’idea irripetibile, per una serie lunghissima ed infinita di motivi; primo fra tutti perché manca il leader. Nessuno oggi potrebbe dirsi fascista, né tanto meno essere additato come tale, proprio in virtù del fatto che il fascismo non si ripete; non è ripetibile!
Ahimè, purtroppo a sinistra, dalle vostre parti, si issa spesso e volentieri lo spauracchio del fascismo al fine di poter nascondere le deficienze vostre di sinistra.
Tanti italiani, fra i quali il sottoscritto, tentano di mantenere viva e presente, non la dittatura, bensì l’idea. Anche perché, caro Presidente, la dittatura non esiste a livello giuridico, non è mai esistita. Solo l’immensa sapienza dei romani l’aveva pensata, solo ed unicamente, per sei mesi, massimo tre anni, ma il “dictator” era ed è semplicemente un incidente della storia. Nessuno fra di noi vuole ripristinare la dittatura. Vogliamo semplicemente difendere un’idea.
Da italiano, se chiudo gli occhi e penso al fascismo, mi vengono in mente: scuole, autostrade, ospedali, questure, prefetture, pensioni, opera maternità e infanzia, porti, aeroporti. Mi viene in mente, ed è sotto gli occhi di tutti, tutto ciò che di buono ancora resiste in Italia e che voi di sinistra non siete stati ancora in grado di distruggere.
E’ fresca ancora nella mente, la dichiarazione dell’allora Presidente della Camera Laura Boldrini che voleva distruggere tutte le opere fatte dal fascismo. Quest’affermazione dimostra quanta ignoranza vi sia a sinistra e lei, signor Presidente, dimostra di essere perfettamente allineato con l’allora Presidente della Camera Boldrini. Per evitare di essere ignoranti, nel senso di “ignorare”, ove lo ritenga necessario ed opportuno, caro Presidente, le metterò a disposizione un’intera biblioteca di volumi a partire dall’ ”Opera Omnia” di Benito Mussolini, a tanti fascicoli e volumi di
studi corporativi. Servirebbe ad accrescere, signor Presidente, la sua cultura e quella di tutti coloro che hanno alzato la mano ed approvato questa idea, pressoché anacronistica, dell’osservatorio provinciale.
Sulla mia “Opera Omnia”, signor Presidente, non troverà le due dita di polvere, perché per noi è come leggere il Vangelo. Continuiamo a leggere, continuiamo a studiare, signor Presidente, e da lì apprendiamo che il fascismo dev’essere difeso e storicizzato. Il fascismo è stata la prima, vera, grande rivoluzione sociale del popolo italiano; e non lo dico io, non lo dicono coloro, scrittori, che per voi sono fascisti, lo dice un tale Giorgio Amendola, che io la invito a leggere, che era certamente dalla sua parte e non dalla mia. lo scrive apertamente Amendola nel suo testo “Intervista sull’antifascismo”.

Pertanto, per evitare di essere derisi dal resto del mondo, signor Presidente, lei dovrebbe pensare a cose più serie che non all’osservatorio sull’antifascismo.
Dovrebbe pensare che la nostra provincia ha ben altri problemi: la viabilità; pensi, per esempio, al grave, gravoso problema della strada di collegamento tra Maglie e Leuca. Dovrebbe pensare alle scuole, che sono pressoché tutte quante da ristrutturare. Dovrebbe pensare agli ospedali, che vengono chiusi, alle liste d’attesa dei nostri ammalati. Dovrebbe pensare ai centri storici della provincia di Lecce che si svuotano ogni giorno di più. Dovrebbe pensare alle migliaia di giovani laureati che da Lecce partono per una meta non ben definita ogni anno. Dovrebbe pensare ai nostri anziani e pensionati che non hanno un’assistenza adeguata. Dovrebbe pensare, signor Presidente, alle nostre marine, che, tante fra loro, vivono nel quasi totale abbandono. Vi sono altri problemi, signor Presidente, molto più seri che evidentemente voi a sinistra non sapete e non volete affrontare.
Ecco perché umilmente, con l’umiltà che mi ha sempre contraddistinto, signor Presidente, le chiedo di evitare queste buffonate. E se proprio vuole mantenere l’osservatorio sull’antifascismo, crei per noi l’osservatorio sull’anticomunismo che è qualcosa di molto più grave e più serio. Perché, nel mentre il fascismo è stato un periodo storico a cavallo fra le due guerre, il comunismo è qualcosa che si arrampica, e come serpe, striscia ovunque nei palazzi di potere. Faccia anche l’osservatorio sull’anticomunismo, signor Presidente Minerva. Lo faccia. E poi, magari, apriamo un confronto fra tutte le forze politiche. Coloro che si rivedono nel comunismo e coloro che, invece, si rivedono e che hanno radici in quello che è stato il ventennio.
Le ripeto, signor Presidente, il fascismo non esiste più. E’ stato un periodo compreso fra le due guerre, ove, accanto alla dittatura mussoliniana, ne sono nate altre. Vi sono state altre realtà, oltre a quella italiana, vedi in Germania, in Spagna, in Polonia, in Finlandia. Tante realtà, che hanno reso grandi i loro Paesi. Il fascismo ha reso grande l’Italia, ha dato la struttura che ancora oggi noi utilizziamo. Quando si parla di fascismo, anziché parlare del periodo della guerra degl’ultimi due anni, bisognerebbe parlare di Dio Patria Famiglia; dovrebbe imparare a conoscere signor Presidente, cos’è il corporativismo e la socializzazione. Ecco la grande idea rivoluzionaria del fascismo che noi tutti difendiamo e storicizziamo: CORPORATIVISMO E SOCIALIZZAZIONE, richiamata ampiamente da Giorgio Amendola nel testo che le citavo prima.

Non sono qui a difendere il fascismo, non faccio l’avvocato e non voglio fare l’avvocato difensore del fascismo, anche perché ritengo che mettendo a confronto vent’anni di fascismo e sessant’anni di governi democristiani socialisti e comunisti gli italiani sapranno scegliere. Il fascismo non ha bisogno di difese. E’ stato un periodo che è durato l’arco delle due guerre. In tanti, altresì, affondiamo, in quel preciso momento storico, le nostre radici ed i nostri alberi crescono rigogliosi ogni giorno, perché fatti di idee, di idee antiche ma sempre nuove.
Signor Presidente, faccia il Presidente della provincia, di tutti e non solo di coloro che si rivedono nelle sue idee. Grazie per l’attenzione”.