CUTROFIANO – Fora de Camp è un sogno che si realizzerà nei prossimi giorni, un progetto curato da Angelica Tognetti, Laura Bono Gabarró nell’ambito del Programma di Studi Indipendenti (PEI) del MACBA (Museo di Arte Contemporanea di Barcellona), ampliato in collaborazione con Marina Ribot Pallicer. “In quegli anni in cui venivo spesso nel Salento ed esprimevo il mio desiderio di trasferirmi qui, Giuliano De Santis (imprenditore scomparso di recente Thailandia), guardando la campagna intorno alla casa e conoscendomi, mi aveva consigliato di fare una Residenza per Artisti nella piccola masseria – spiega una delle promotrici, Sara Sbizzera – Ebbene, quest’anno è stata organizzata la prima Residenza Artistica, che si ripeterà nei prossimi tre anni, dal titolo Fora de camp – Fuori campo”.

Si tratta di una proposta specifica per gli artisti della Fábrica de creación analógica – La Escocesa ed è inserita nel Programma di Scambi Internazionali dello stesso centro artistico barcellonese. È un centro aperto di creazione analogica che offre spazi di lavoro e risorse per lo sviluppo di progetti. Fora de Camp si beneficia dell’appoggio e di un compromesso di continuità da parte di questo centro.
Il progetto si propone realizzare una residenza di creazione e di sperimentazione artistica in Arcadia, una vecchia masseria che si trova nella campagna di Cutrofiano (LE, Salento, Italia). Di fatto, si inaugurará nell’agosto 2019 la prima edizione della residenza Fora de Camp, con l’obiettivo di stabilire ponti e canali di comunicazione tra le culture, le tradizioni e gli immaginari degli artisti in residenza con le associazioni, i centri culturali e gli artisti del Salento. Per l’edizione di quest’anno abbiamo selezionato, quattro gli artisti di La Escocesa: Llapispanc, Juan David Galindo, Valentina Alvarado Matos e Carlos Vázquez.

La metodologia curatoriale riprende il concetto fuori campo – fora de camp – dalla terminologia cinematografica e fotografica, usato per designare lo spazio della realtà che viene “normalmente” escluso dalla visione della telecamera, quel che resta fuori dalla sua cornice. Muoversi fuori campo è, allo stesso tempo, pensare e calpestare il campo, in quanto spazio di resistenza non asfaltato. Il progetto è quindi concepito a partire dalla terra, un terreno con cui sporcarsi o dove affondare. Il fuori campo comprende, in questo modo, un insieme di esperienze, pratiche e materiali che si vogliono situare, collocare al di fuori della creazione artistica convenzionale focalizzata sulla produzione di pezzi da esporre nei diversi White Cubes contemporanei.

Il processo di creazione e sperimentazione sarà pensato in parallelo con le sue possibilità espositive e il suo rapporto con l’esterno che lo accoglie. La masseria Arcadia sarà lo spazio dove si realizerá la mostra delle creazioni artistiche. L’esposizione sarà allestita all’esterno dove i pezzi esposti saranno soggetti ai possibili cambiamenti climatici. In questo modo lo stesso spazio espositivo diventerà un luogo fragile, in cui pezzi effimeri possono sporcarsi, rompersi e scomparire in una relazione di dipendenza e interdipendenza con lo spazio fisico che li accoglie.
Questa proposta è stata progettata in modo che le modalità di lavoro possano adattarsi alle alte temperature e alle condizioni atmosferiche del luogo. Inoltre, la scelta di generare un luogo di creazione e esposizione “al buio” consente un altro approccio con le opere che si presenteranno non illuminate, sfocate e fuori fuoco. Per info scrivere a: arcadiacutrofiano@gmail.com