di Gaetano Gorgoni

GALLIPOLI – Flavio Briatore colpisce ancora: questa volta con un post sul suo profilo Instagram in cui critica i “no” della Capitaneria di Porto, senza citarla mai. Così, dopo aver attaccato in passato il sistema turistico salentino, colpevole (a suo dire) di non saper accogliere il turista super ricco, se la prende con Gallipoli. “Come mandare via delle barche con importanti turisti a bordo – inveisce il noto imprenditore – Il comandante di uno yacht con 12 persone facoltose a bordo ha chiesto l’accesso nel porto con il tender per approvvigionamenti, come succede in tutti i posti del mondo e in Italia. Tranne Gallipoli, che rifiuta l’approdo del tender, intimando l’entrata dello yacht in banchina”.

Gli ospiti nel momento in cui hanno ricevuto il no da parte della Capitaneria di Porto hanno deciso di andare a Otranto a passare i due giorni previsti, “godendosi l’ospitalità di Otranto, dove il tender ha avuto accesso al porto”. A Gallipoli vige il “movimento del non fare” attacca Briatore, che in questi giorni sembra voler scendere nell’insidioso campo della politica col suo “Movimento del Fare”. Presto la Capitaneria di Porto di Gallipoli, da cui dipende anche Otranto, sarà comandata Errico Giacomo Macrì, Capitano di vascello: va via il capitano di fregata Pasquale Mazza, che noi abbiamo sentito su questa vicenda.

“È un’unità navale che soggiace alle normative di security quella che cita Briatore: quindi, tutte le operazioni devono essere svolte in una postazione idonea. Le persone in questione volevano fare quest’operazione al Canneto, ma era rischioso. Potevano farla da un’altra parte e lo abbiamo comunicato agli interessati. Abbiamo ospitato, nei giorni scorsi, anche la nave dell’emiro senza problemi”.

IL COMUNICATO UFFICIALE DELLA CAPITANERIA DI PORTO DI GALLIPOLI:

“In merito alla notizia dell’accosto di uno yacht di circa 60 metri con 12 turisti a bordo riportata da alcune testate giornalistiche e piattaforme social nella giornata odierna, la Capitaneria di porto di Gallipoli precisa quanto segue. L’unità navale in questione, yacht commerciale battente bandiera Cayman Island, aveva richiesto, per il tramite di una locale Agenzia Marittima, di poter ormeggiare con i propri tender presso una delle darsene pescherecci di Gallipoli. Per tale tipologia di unità navale e per i mezzi alla stessa asserviti, si applica la normativa internazionale discendente dal Codice ISPS (International Ship and Port Facilities Security Code).

Pertanto nel rispetto della citata normativa, era stata comunicata dalla agenzia marittima la necessità di effettuare le operazioni nell’ambito del porto commerciale della città, unica struttura dotata di un Piano e di un livello di Sicurezza idoneo per l’effettuazione di accosti con unità di tale tipologia.
A seguito di ciò il Comando di bordo dello Yacht optava per proseguire la propria navigazione verso Otranto ed ormeggiare nella banchina commerciale del porto”.