di Gaetano Gorgoni

PUGLIA – A Michele Emiliano il premier Conte non è mai dispiaciuto: “Abbiamo lavorato bene”. Non dispiace nemmeno al segretario regionale del Pd, Marco Lacarra. Non dispiace più a nessuno, nemmeno in Puglia, l’alleanza con M5S, pur di mettere alle corde Salvini e sgonfiare il suo consenso con qualche provvedimento popolare. La differenza ormai è tra chi vuole un’alleanza di lungo respiro, fino a fine legislatura, come gli uomini vicini a Zingaretti, e chi a corto respiro, per scongiurare l’aumento dell’IVA, come i renziani. Con la benedizione di Romano Prodi, il padre nobile del Pd, il quadro è ormai chiaro. Il piano dei dem non ha più segreti. Il progetto consiste nel dare vita a una coalizione di governo “Ursula” nel Parlamento italiano: un solido patto tra le forze che a Strasburgo hanno eletto la nuova presidente della Commissione Von der Leyen. È il suggerimento che dà Romano Prodi dalle colonne del Messaggero ai suoi amici di partito.

Si tratta di un via libera del Professore al patto Pd-M5S, che potrebbe perfino avere un sostegno esterno dei forzisti: “Bisogna partire dalle ragioni che hanno portato al declino del governo attuale e preparare le basi di una maggioranza costruita attorno a un progetto di lunga durata, sottoscritto in modo preciso da tutti i componenti della coalizione. È un compito difficilissimo ma non impossibile. È stato messo in atto in Germania”. “Il Movimento 5 Stelle si è fatto usare dalla Lega – spiega Marco Lacarra, deputato e segretario regionale Pd – Avevo sottovalutato il premier Conte, sono stato condizionato dall’esordio alla Camera, ma ora sta recuperando personalità e autorevolezza. Salvini non si aspettava che il Pd potesse aprire un dialogo con M5S. Il Pd deve finire di ragionare in termini pregiudiziali. Se ci alleiamo con i pentastellati, eleggiamo il presidente della Repubblica. Sì a un governo di legislatura con un programma chiaro.

Certo la riforma del taglio dei parlamentari non mi attrae molto, perché diminuisce la rappresentanza. Meglio una riforma di superamento del bicameralismo perfetto. Ragioniamo su come rilanciare l’economia: reinserimento nel mondo del lavoro degli esclusi e in primis bloccare l’IVA”. I leghisti pugliesi puntano il dito sull’incoerenza del Pd. “Non hanno nessun punto di convergenza Pd ed M5S – spiega il senatore Roberto Marti – Ora, pur di tornare al governo farebbero i salti mortali. Ma il Paese è con loro? Credo che un governo del genere farebbe schizzare la Lega al 70 per cento. Gli italiani hanno diritto a un governo forte e capace di far crescere questo Paese”. Eppure, nonostante se ne siano dette di tutti i colori e, poco tempo fa, tutti facevano a gara nel Pd a dire di no a un governo con i pentastellati, dopo l’apertura di Grillo, tutto diventa possibile, anche la rinascita dei renziani, con Teresa Bellanova pronta al “governo istituzionale”.