PUGLIA – Dopo la scissione di Renzi dal Pd e l’adesione di Teresa Bellanova, i fari erano puntati sul Salento per capire anche cosa avrebbe fatto Sergio Blasi, il consigliere regionale più suffragato in assoluto (16mila voti). Ma il fondatore della Notte della Taranta ha detto “no”. Per lui Renzi ha messo in atto un’operazione di palazzo scollegata dai territori. Anche se essere vicino alla ministra può servire al consigliere del Pd (viste le imminenti elezioni regionali: nelle scorse fu aiutato anche dall’attuale Ministra dell’Agricoltura), lui preferisce indicare un’altra strada. ”Adesso tocca al Pd – spiega Blasi – Dopo aver accettato la sfida di un governo con il M5s, la fuoriuscita di Renzi rilancia la necessità di costruire un’agenda politica sempre più netta, in grado di riconnettere il partito ai territori, un’agenda politica ambientalista, europeista e di sinistra. Servono scelte coraggiose e pensieri radicali. Non è vero che destra e sinistra sono categorie superate. Se il centrodestra italiano si riconosce nel sovranismo di Salvini e della Meloni, allora il confine c’è ed è netto. Occorre scegliere da che parte stare e in che modo. Renzi ha scelto di giocare una partita tutta sua con un piccolo partito di governo destinato a essere molto presente sui media e altrettanto assente dai territori.

Ebbene, quella non è la mia partita. Posto che sono da sempre per il gioco di squadra, non credo sia la risposta giusta in questa fase. Credo semmai il contrario: credo nella forza delle comunità politiche radicate e nella democrazia interna che ancora le regola. Credo che per costruire davvero un’agenda politica ambientalista, europeista e di sinistra occorra un partito come il Pd, che a differenza di tutti gli altri partiti italiani non è di nessuno ma può essere ancora di tutti”.