LECCE – Tensione ed esito negativo tirano un brutto scherzo per un’aspirante avvocatessa bocciata all’esame orale. Inveisce contro la Commissione, rifiuta il risultato, si agita e si sente male. Ed un’ambulanza deve arrivare in Tribunale per soccorrerla. È quanto accaduto ieri pomeriggio nell’aula del terzo piano della Corte d’Appello del Palazzo di Giustizia di viale De Pietro dove erano previsti gli esami davanti alla terza commissione.

Dopo 18 mesi di pratica forense, tre giorni sfiancanti di scritti, sei mesi di attesa, ecco il momento tanto atteso per chi ambisce nella propria vita ad indossare una toga. E tra i cinque candidati c’è anche la ragazza originaria della provincia di Taranto. È la prima da esaminare. Prevedibilmente è molto tesa. E probabilmente per l’emozione non risponde con esattezza alle domande sulle sei materie su cui verte l’esame.

Dopo quaranta minuti di camera di consiglio ed un’attenta valutazione la Commissione (composta da tre avvocati di cui uno presidente, un magistrato e un docente universitario) non ritiene idonea la candidata ad esercitare la professione forense. E inzia un siparietto per nulla educativo. La ragazza sbraita. Inveisce. Si agita. Alza i toni. “Ma state scherzando, io da qui non me ne vedo questo giudizio non lo accetto” urla in aula. La Commissione ribadisce il verdetto. Il Presidente, ovviamente, è categorico: “Se non è d’accordo può impugnarlo nelle sedi opportune”. L’aspirante avvocatessa continua a brontolate all’esterno dove la tensione le gioca un brutto scherzo. Avverte un lieve malore tanto che deve intervenire un’ambulanza in via del tutto precauzionale.

Nel frattempo, in aula, la sessione di esami è proseguita regolarmente con la promozione (giusto per la cronaca) di tutti gli altri e quattro candidati. Severità della Commissione o impreparazione della ragazza tenuto conto che si è trattato della prima bocciatura in tutte e tre le Commissioni dall’inizio degli esami partiti il 9 settembre?