LECCE – Erano accusati di aver taglieggiato un detenuto estorcendogli sigarette e altri beni minacciandolo di fargli del male se si fosse rifiutato. Dopo l’udienza preliminare, però, per i presunti estorsori il gup Giulia Proto ha emesso una sentenza di proscioglimento perché non vi sono gli elementi per sostenere l’accusa in giudizio. Sul banco degli imputati, così come richiesto dal pm di udienza nonché titolare del fascicolo Maria Vallefuoco, rischiavano di finire Antonio Borromeo, 26 anni, di Brindisi; Ion Alexandru, 33 anni, di origini rumene ma residente a Brindisi; Giorgio Tarantino, 26 anni, di Matino e Marius Halka, 35enne, di origini albanesi. A tutti e quattro veniva contestata l’accusa di estorsione aggravata in concorso.

Perché stando alle indagini avrebbero costretto un detenuto ad acquistare in loro favore sigarette e beni di altro genere per una somma complessiva di 122 euro prospettandogli serie conseguenze per la sua incolumità. Gli avvocati difensori, tra cui Angelo Ninni e Laura Beltrami, hanno evidenziato come in realtà non ci fossero elementi che potessero avvalorare ipotesi di responsabilità a carico dei propri aasistiti.

Nel caso di Tarantino, ad esempio, custodiva un’ingente somma che gli era stata versata dai familiari e si trovava recluso in una cella differente da quella occupata dal detenuto vessato. In più sono state contestate le dichiarazioni rilasciate dalla persona offesa ritenute scarsamente attendibili e finalizzate solamente al trasferimento in un altro penitenziario.