ARADEO (Lecce) – Si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha rilasciato spontanee dichiarazioni A.G., il 36enne di Aradeo, finito in carcere dopo un furto commesso all’Unieuro di Nardò. L’uomo, accompagnato dall’avvocato Raffaele Benfatto, ha chiesto scusa e tenuto a precisare che la figlia di 8 anni era all’oscuro di tutto e che mai e poi mai l’avrebbe coinvolta in qualche azione illecita.

In più, una volta bloccato all’esterno dagli agenti del commissariato con la refurtiva, ha condotto spontaneamente gli agenti in casa per consegnare tre droni rubati nei giorni precedenti probabilmente sempre dello stesso centro.

Ad allertare i poliziotti era stato un vigilante che aveva atteso l’uomo all’esterno del negozio trovando, sotto la sua maglietta, un computer portatile per un valore di 1000 euro e, nello zainetto della figlia, un tablet. Bimba, secondo i poliziotti, utilizzata dal padre per sfuggire ai controlli mentre sottraeva la merce dal negozio. L’uomo, però, è stato bloccato, arrestato e accompagnato in carcere. E dietro le sbarre rimarrà anche dopo l’udienza di convalida.