Foto Claudia Forcignanò

L’Iran è conosciuto come la culla e la patria dei tappeti annodati a mano. Un oggetto per l’arredamento ma anche un oggetto ricco di mistero, storia, cultura e tradizioni. Per questo siamo andati dal Signor Tarighinejad Mehdi, titolare del negozio Shiva a Lecce, per meglio conoscere le tecniche di lavorazione e le simbologie orientali.

Perché ha deciso di dedicarsi a questo lavoro?

“Ogni Persiano ama i tappeti, perché siamo nati e cresciuti sui tappeti. Sono arrivato in Italia nel 1979 per frequentare l’università, e poi ho scelto di dedicarmi all’importazione, alla vendita e al restauro dei tappeti, o meglio ho scelto di dedicarmi all’amore per il tappeto, anche per non perdere il contatto con l’arte persiana, con i suoi manufatti magnifici che devono essere apprezzati, conservati e tramandati anche alle future generazioni.”

Quanto tempo richiede la realizzazione di un tappeto?

“Dipende dall’annodatura, dalla densità dei nodi. L’annodatura a mano è la caratteristica di tutti i tappeti orientali. I nodi utilizzati sono di due tipi differenti: il Ghiordes che è il nodo turco ed il Seneh che è il nodo persiano. Tutto il lavoro di annodatura è svolto a mano da artigiani esperti e pazienti. Non si usano macchine, i fili vengono annodati a mano. Per questo il tappeto è un prodotto artigianale non industriale. Si utilizza solo un telaio dove viene fatta l’annodatura, e sono utilizzati pochi semplici attrezzi come uno speciale coltello dotato di un uncinetto, il pettine e le forbici.”

Quanto può durare un tappeto?

“Il tappeto in teoria può durare tantissimo, dipende dall’uso. Il tappeto più antico conosciuto risale a 2500 anni fa ed è stato rinvenuto da Pazyryk, nei Monti dell’Asia centrale, ma è originario della Persia, infatti, i disegni riportano i monumenti di Persepoli.”

Perché ci sono tanti disegni diversi?

Foto Claudia Forcignanò

“I disegni sono in sostanza tramandati a memoria, e derivano dalla natura ad esempio un frutto, un fiore. Il disegno del tappeto floreale è eseguito su un cartone e meticolosamente riprodotto dagli artigiani. La natura è l’ispiratrice dei disegni del tappeto; si vedono rappresentati uccelli, pesci, alberi, animali, fiumi, villaggi, proprio perché ogni dono della natura rappresenta la vita. Ogni disegnatore cerca di esprimere a modo suo la natura, nel senso che si parte da un’idea ad esempio dalla forma del frutto del melograno e poi questa forma viene modificata in base al progetto dell’artista, che così realizza la sua opera. Per questo non si trovano mai tappeti identici ma solo pezzi unici. A volte i disegni rappresentano determinati momenti storici, episodi, ma non solo, ci sono tappeti da preghiera, che presentano il mehrab realizzati proprio per pregare. Ci sono i tappeti provenienti dalla città di Kerman che sono ispirati a giardini meravigliosi, o tappeti con sacre scritture che sono difficilissimi da realizzare con l’annodatura.”

Quali materiali vengono utilizzati per produrre i tappeti?

“I tappeti possono essere di lana , di cotone o di seta.”

Chi realizza i tappeti?

“Normalmente sono realizzati in casa, dall’intera famiglia che si alterna nell’annodatura. É un lavoro molto faticoso. Per fabbricare un tappeto ci vuole molta pazienza, e tutti i componenti familiari, anche se svolgono un altro mestiere, si alternano nella lavorazione.”

Come vengono colorati i tappeti?

“I coloranti utilizzati dalla tradizione orientale sono divisi in due gruppi: coloranti naturali e coloranti sintetici, ma sempre derivanti dalla natura ad esempio si utilizza lo zafferano per colorare di giallo la seta, ma tutto ciò che offre la natura viene utilizzato come il melograno, le foglie della vite, le noci ma anche alcuni insetti.”

Da quali paesi provengono i tappeti che vendete?

“I tappeti provengono soprattutto dalla Persia vale a dire dall’odierno Iran, ma anche da altri paesi orientali come: Turchia, Afghanistan, India, Pakistan, Cina.”

Da cosa dipende il loro prezzo?

“Il prezzo del tappeto dipende da vari fattori: il tempo di lavorazione, la densità dei nodi, la qualità della lana, della seta, in ogni modo molto dipende dal lavoro di annodatura. Basti pensare che per confezionare un tappeto di media qualità, in pratica con una densità di 2500 nodi per decimetro quadrato, e del formato di due metri per tre, occorrono oltre 3000 nodi al giorno, per quindici mesi lavorativi.”

Da cosa dipende il nome di un tappeto?

“Il nome dipende dalla zona, dalla città, dal villaggio dove è stato realizzato.”

Shiva di Mehdi, via 95° reggimento fanteria 116 – LECCE

Tel. 0832 – 231823 – cell. 389 1837504