Foto di Francesca Moncullo

LECCE – É di qualche giorno fa l’uscita di “Fotografia”, l’ultimo singolo dei Malamore prodotto da Urlo Records, etichetta salentina. Appena finita la tournée estiva, i quattro ragazzi di Veglie, conosciuti per il progetto cantautorale Osvaldo, hanno deciso di cambiare denominazione. Il prodotto, però, rimane quello di ottima qualità a cui ci hanno abituato. La decisione, “cambiamento naturale” così da loro stessi definito, arriva dalla volontà di regalare un album, in uscita nell’inverno 2020, che porta addosso il sudore dell’intera band. Un lavoro di squadra, dunque, che prende il nome dal celebre brano di Enzo Carella, “Malamore” appunto. Un omaggio alla musica italiana e a quella d’autore in particolare che da sempre contamina la produzione musicale della band.
I Malamore sono Osvaldo Greco alla voce e alla chitarra, Matteo Spano alla batteria, Daniele Spano alle tastiere e Giacomo Spedicato alla chitarra e al basso.
Sonorità vintage, ricerca musicale, sperimentazione e uno sguardo alla canzone italiana di un tempo. Questo il perfetto mix firmato Malamore, che sembra venire fuori direttamente da una musicassetta.
I quattro sono all’attivo sul web con due inediti, “Marie” e “Tramonti sul mare” e vincitori di Frequenze Mediterranee 2018. Il nuovo singolo “Fotografia” racconta la bellezza della semplicità di una giornata al mare impressa nella memoria dei ricordi, in uno scatto carico di amore e nostalgia.
Per l’occasione abbiamo intervistato Osvaldo Greco, la voce della band, che ci ha parlato del mutamento come naturale processo e di come la musica è entrata prepotentemente nel suo destino all’età di nove anni.

Foto di Francesca Moncullo

Osvaldo, quando hai capito che eri nella direzione giusta?
Tra gli infiniti momenti di stallo nelle varie scelte da affrontare, di sicuro non posso scordare un giorno ben preciso. Ero in Pronto Soccorso a Milano, facevo l’infermiere. Un attimo, l’illuminazione. Non potevo fare a meno della musica, e non volevo fosse solo un contorno. Da allora, focalizzato su ciò che davvero conta, non ho più guardato indietro.

Come si acquisisce sicurezza in sé stessi e nella propria arte?
È un processo al quale si lavora duro, con determinazione ed umiltà. Devi regalare la tua arte con sincerità, e se anche solo una persona ricambia, devi continuare. Migliorarsi, mettersi in gioco e studiare. Così si lavora sulla propria sicurezza, quando ti accorgi che ciò che stai facendo, in fin dei conti, funziona e fa star bene qualcuno, oltre te.

In quale città ti piacerebbe far radicare le tue canzoni?
Amo profondamente la mia città, i miei territori, tutta la Puglia. Nelle mie canzoni c’è tanto di questa terra bellissima. Non potrei fare a meno della semplicità e della ricchezza di questi luoghi per me così personali e ricchi di fascino. Ma la bellezza della musica sta nel suo essere universale e senza confini. In fin dei conti, casa può essere ovunque.

Foto di Francesca Moncullo

Nel business dell’arte è davvero così difficile conservare una propria e definita personalità?
Se rimani te stesso il pubblico lo vede e si fida. E con la stessa sincerità, risponde. Tra apprezzamenti e critiche, conservare la propria natura ripaga sempre invece che, per paura, trasformarsi nella copia di qualcun altro. Sii l’immagine di te stesso, e non dovrai lottare con il tempo.

Un ricordo dolce che porti sempre con te.
Il mio amore per la musica è esploso a nove anni. Ricordo che dietro al supermercato di uno zio, di nascosto, rubavo cartoni sui quali ritagliavo la forma di una chitarra, con lo spago ci infilavo le corde e, con un registratore al seguito, mettevo su i primi live in casa. Per fortuna, la comunione non era lontana, e con lei l’arrivo della mia prima chitarra come regalo, finalmente una vera.

Come vedi la tua vita tra un anno?
Mi vedo circondato di musica e di amici. Mi auguro di continuare a conoscere nuova gente e nuova musica, e non parlo solo della nostra. Voglio continuare ad avere sete di live, di occasioni dove poter condividere e conoscere. Non vediamo l’ora di farvi ascoltare l’album per intero e di portarlo in giro per tutta l’Italia, sarebbe un sogno. Stiamo lavorando sodo con i ragazzi, per poter continuare a diffondere il verbo della buona musica. Intanto, mi auguro di cuore che il nuovo singolo vi piaccia.

E a noi non resta che ascoltarlo.