ROMA – Negli ultimi anni gli aspiranti insegnanti sono aumentati a livello esponenziale: avvocati, commercialisti e altre categorie hanno lasciato i loro studi per la meta più sicura di un posto statale nella scuola. Ma i precari pullulano, nonostante la promessa del concorsone ordinario e straordinario stia inchiodando tutti a un’attesa estenuante già da un paio d’anni. Ieri si è tenuto un incontro al Ministero della Pubblica Istruzione per fare il punto della situazione con i sindacati, che stanno premendo per un’accelerata dei concorsi e sulla riapertura delle graduatorie. Tantissimo docenti si sono pensionati e c’è bisogno di un ricambio, soprattutto al nord. Intanto in migliaia di salentini sono nel settentrione a fare i docenti grazie all’inserimento delle scorse graduatorie. Nel 2020 verranno aggiornate le graduatorie d’istituto di II e III fascia, da cui i dirigenti scolastici possono attingere per le supplenze annuali e temporanee. La data non è stata ancora fissata. Le graduatorie d’istituto sono uno dei temi chiave quando si parla di reclutamento dei docenti nella scuola italiana.

I sindacati cercano di riaprire la terza fascia al più presto. Tanti dirigenti stanno ricorrendo alla messa a disposizione al nord, reclutando tantissima gente. Nel meridione si chiede il titolo di specializzazione del sostegno per la chiamata diretta con la Mad, al nord no. Il Ministero si è impegnato a far partire nel 2020 il concorso che era stato promesso per il 2019. Al concorso straordinario parteciperà chi ha già tre anni di insegnamento; a quello ordinario tutti gli aspiranti docenti con laurea e 24 CFU. Dunque, “buone prospettive per lo Snals”, come ci spiega la componente del Consiglio Nazionale dello Snals, Wilma D’Amato: “I vertici ministeriali sembrano ben disposti ad accogliere le nostre richieste, ma bisogna fare presto: migliaia di giovani precari sono in attesa della riapertura delle graduatorie e dei concorsi. Per il 2020 bisogna dare un’accelerata! Ci stiamo battendo tantissimo anche per i dottori di ricerca, che attualmente non vengono riconosciuti: un caso anomalo, tutto italiano. Perché un livello di istruzione cosi alto non deve fare punteggio in un concorso o in una graduatoria?”. Misteri dei percorsi per l’insegnamento italiano, dove laureati, diplomati e chi è arrivato a conseguire un dottorato finiscono tutti nello stesso calderone fatto di percorsi infiniti, tortuosi e precari che fanno invecchiare inesorabilmente.