LECCE – Lo Stato ha escogitato un nuovo metodo per incentivare le aziende alla correttezza e alla trasparenza fiscale: gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) che sostituiscono i vecchi studi di settore, ovvero degli indicatori basati su dati economico-statistici e su un sistema premiale, che permetterebbe ai contribuenti modello (quelli più affidabili) di ottenere dei benefici fiscali graduati a seconda della loro “bontà contributiva”. Si va per voti da 1 a 10 come a scuola, e basterebbe avere 6, la sufficienza, per stare (più o meno) tranquilli. Ma le cose stanno davvero così? E che cosa succede in caso di insufficienza: si rischia il controllo? Come sempre accade nella materia tributaria, tra il dire e il fare, si ravvisano infatti diverse criticità: ne abbiamo parlato con gli esperti, i dottori commercialisti Marco Sponziello e Marco Margarito, nella video-intervista che potrete vedere cliccando sull’immagine.