SPECCHIA (Lecce) – L’amministrazione comunale di Specchia si oppone al nuovo percorso della statale 275 e chiede di cambiare tracciato con una nota di protesta a firma del Sindaco Alessandra Martinucci e del Vicesindaco e assessore con delega ai Rapporti con Enti, Roberto Musio. La lettera di protesta è stata inviata all’assessore regionale ai trasporti Giovanni Giannini  e per conoscenza al Ministro dei trasporti, dei Presidenti della Regione Puglia e della Provincia di Lecce e ad ANAS regionale: “permetteteci di esprimere il nostro rammarico e la nostra disapprovazione su modalità, criteri e  tempistiche utilizzate per definire quello che sarà il “secondo lotto” della SS/275.

E’ necessario, per meglio fare interpretare i nostri sentimenti, fare ricorso in maniera sintetica a quella che è stata la storia dei progetti, sino ad oggi ipotizzati, e del tempo trascorso per il completamento della strada da Scorrano a Santa Maria di Leuca.

La questione “completamento” nasce circa 25 anni fa, quando si diede il primo “impulso” con un progetto di circa 110 miliardi di lire, era il 1994.

Sindaco di Specchia Alessandra Martinucci

Di fatto, passeranno altri otto anni e siamo, quindi, nel 2002 per riconfermare quel tracciato dove, nella parte oggi denominata “secondo lotto” (da Montesano Salentino a S.M. di Leuca), riferendoci squisitamente al tratto che occupa la zona di nostra competenza, il tracciato prevedeva il passaggio nel territorio di Tricase. Esattamente tra il territorio di quest’ultimo comune e la sua frazione Lucugnano (soluzione denominata ad “ovest” di Tricase).

Tale progetto, tra intoppi burocratici e proteste del comune interessato, resterà sulla carta per altri 12 anni!

Di questa benedetta strada, infatti, si ritorna a parlare solo nel 2014 quando il passaggio relativo, sempre limitatamente al tratto che ci occupa, si sposta ad est di Tricase.

Prende infatti corpo una nuova ipotesi progettuale del secondo lotto che prevede l’utilizzo della strada c.d. “Cosimina” (una sorta di tangenziale, sopraelevata, del comune di Tricase)  con successivo interessamento del comune di Tiggiano.

Sono trascorsi cinque anni da quel progetto.

Cinque anni, da aggiungere ai venti di prima, fatti di proteste e “rimpalli” dei comuni interessati, tra progetto est e progetto ovest, in cui si è realizzato il “nulla”.

 

Vicesindaco di Specchia Roberto Musio

La Regione Puglia conosceva molto bene questa situazione e, sicuramente, avrebbe dovuto già molti anni prima dimostrare la propria determinazione.

La stessa identica determinazione con cui si è ravvisata la necessità di ricercare, in soli sei mesi, un “campo neutro”, un comune che subisse in silenzio il ribaltone di scelte politiche che altri paesi non volevano digerire.

Perché, improvvisamente, avete pensato a Specchia? Di chi è stata questa nuova idea? E per quale motivo? Perché solo verso aprile 2019? E perché ci avete impedito di eseguire le opportune valutazioni? Nei tre incontri in cui si è quasi voluta banalizzare la scelta, infatti, ai comuni interessati è stato chiesto di esprimersi su due progetti ed una semplice “linea”.

Perché, anziché imporre, non ci avete chiesto un suggerimento?

Probabilmente, Vi avremmo offerto, noi umilmente, la migliore soluzione.

Sarebbe stata quella a cui, stranamente, nessuno ha voluto pensare, neppure ANAS, che oggi si fregia di aver trovato la migliore alternativa e che, sicuramente, avrà cura di motivare il perché, invece, all’epoca, sviluppò il progetto ad “est” e, del quale, insieme all’ipotesi “ovest”, oggi non se ne fa nulla.

E cosa ci da la certezza che l’ipotesi di stavolta sia quella giusta?

Molti cittadini non sanno che la strada che si intende realizzare, nel tratto da Montesano fino a Santa Maria di Leuca, sarà una semplice “due corsie”.

Possibile che a nessuno sia venuta l’idea, in questo secondo tratto della 275, di conservare tranquillamente il percorso attuale?

Sarebbe bastato individuare dei percorsi alternativi, una sorta di by-pass, nei centri interessati (una sorta di circumvallazione che avrebbe evitato il traffico nei centri oggi particolarmente interessati – Montesano Salentino – Lucugnano – Alessano – Gagliano del Capo), con utilizzo di territorio alternativo degli stessi comuni.

Gentilissimo Assessore Giannini, ripensare a questi ipotesi creerebbe pregiudizi secondo Lei?

Poiché la presente è rivolta pure al Sig. Ministro, perché non chiediamo, visto che la scelta fatta si è basata su una semplice linea disegnata su una mappa del comune di Specchia, di rivedere la scelta, senza pregiudicare l’opera?

Perché lo sa, vero, che il progetto approvato dalla giunta regionale è una semplice linea?

Non esiste un preliminare ne, ancor meno, uno studio di fattibilità al contrario degli altri due progetti esistenti che, a questo punto, ci confermi che non costeranno un solo centesimo. Oppure, anche il loro costo ricadrà sulle tasche dei nostri cittadini? Non sarebbe giusto! E chi ha il dovere (non solo il potere) deve, ragionevolmente, impedirlo.

Riguardo a noi, riteniamo di essere stati trattati come se il nostro comune non appartenesse alla Sua Regione.

Non stiamo parlando di terreno quanto, soprattutto, di dignità.

Confermiamo, comunque, di ritenere la scelta che avete voluto adottare la peggiore anche dal punto di vista tecnico e strategico, almeno nel tratto che ci riguarda.

Dal punto di vista sociale, invece, riteniamo che la nostra intera comunità, sia stata maltrattata, per i tempi e le modalità in cui avete liquidato la questione.

Avevate due progetti, ed avete approvato, invece, una ipotesi basata su una semplice linea disegnata senza dare tempo o almeno il conforto di un progetto preliminare ai cittadini di Specchia.

Ci avete trattati come se la nostra fosse la terra di nessuno! Altroché condivisione!

Si, gentilissimo assessore Giannini, per come è stata posta la questione a noi è sembrato che la proposta fosse quasi quella del “prendere e basta”.

Sicuramente, la scelta operata ha dato sicuramente la possibilità, alle vecchie  parti in causa, di risolvere i loro problemi e le loro beghe, trasferendo improvvisamente il tracciato  dall’adriatico, quasi, sullo Jonio.

C’è da dire che Lei, Assessore, è’ stato veramente bravo e determinato. Complimenti.

Bravo anche chi, alla fine di questa sceneggiata, che speriamo di aver raccontato nel modo giusto per rendere bene l’idea, ha persino rilasciato dichiarazioni giornalistiche.

Il tema pregnante è stato che “il progresso e la sicurezza non possono prescindere dal dover accettare dei sacrifici”.

Dichiarazioni nobili se non fosse che, quei sacrifici di cui parlava l’intervistato, erano esattamente quelli che lui, insieme ad altri, aveva rinunciato di fare.

Quindi i sacrifici, alla fine, secondo le Vostre determinazioni, Assessore, li dobbiamo fare noi, come comune.

Ne deriva, pertanto, che Specchia e tutta la sua comunità dovete necessariamente considerarla come oggetto di questo “sacrificio”.

Siamo stati sacrificati ad una inspiegabile logica di decisione o spiegabile, più semplicemente, come quella del “male minore”, ma non sicuramente dal punto di vista delle economie.

Assessore il 20 settembre scorso a Bari, anche se è stato assente a quella riunione con i sindaci interessati, avrà sicuramente analizzato attentamente il contenuto delle singole dichiarazioni che avrà fatto Sue e partecipate al Ministero.

Diversi rappresentanti, hanno dichiarato, che la migliore soluzione sarebbe stata quella ad ovest di Tricase.

Per alcuni, come i rappresentanti dei comuni di Alessano, Gagliano del Capo e Castrignano Capo la terza ipotesi era solo alternativa della soluzione ovest, eppure a questi comuni poteva anche non interessare il tratto precedente al loro territorio ma hanno espresso, comunque e con coerenza, quella che secondo il loro giudizio era la migliore soluzione per l’intero percorso.

Ricordiamo, inoltre, che Miggiano e Specchia erano esclusivamente per la  “ovest”.

Poiché, in quella sede, i rappresentati erano nove, evidentemente, le valutazioni non si saranno fermate a quelle preponderanti numericamente.

Concludiamo, confermando che sull’attività di completamento delle SS/275 non contestiamo l’opera ma “l’operato”.

Pensiamo che senza grandi problemi, si sarebbe potuto dare avvio ai lavori del primo tratto e chiedere un tempo congruo tale che i comuni potessero portare idee e non accettare soluzioni, di fatto, già preordinate.

Noi crediamo nel progresso e nello sviluppo, Specchia ne è un esempio, in maniera inconfutabile.

Ci incoraggia la grande considerazione popolare di cui gode il nostro paese, ne siamo veramente orgogliosi e grati di questo verso i cittadini e le Istituzioni che hanno dimostrato questa considerazione.

Ci spiace, invece, che in tutto ciò che Le abbiamo sin qui espresso, ci resta la convinzione di aver rappresentato, dal punto di vista istituzionale, la vittima designata per la soluzione di altrui problemi.

Ribadiamo, ci avete individuato e, in soli sei mesi e con tre incontri, avete voluto chiudere questa partita, premiando chi ha avuto la possibilità di operare ogni valutazione per tutti gli anni senza offrire una soluzione concreta ma solo proteste.

E’ una questione di dignità che a noi, evidentemente, non si è voluta riconoscere e ogni spettatore, attento e disinteressato, crediamo ci possa solamente dare ragione.

Chiediamo, al riguardo, di poter rivedere attentamente i passaggi e i tempi che ci avete riservato insieme ad una nuova ipotesi progettuale che escluda quella deliberata, con meno impatto per il territorio salentino.”