LECCE – Sono anni bui per le università di provincia, è vero, ma un po’ di luce in più non sarebbe male. Nella Facoltà di Giurisprudenza questa volta è un professore a ribellarsi. La luce era fioca e a intermittenza da più di un mese e mezzo. Le tasse alte che gli studenti salentini pagano non garantiscono un servizio essenziale (una luce sufficiente a non perdere la vista)? Alle 14:30, nell’aula R21, dopo avere sperato che qualcuno intervenisse nei giorni scorsi, il professore di Diritto Penale che insegna nella Facoltà di Giurisprudenza leccese, sulla strada tra Lecce e Monteroni, ha deciso di gettare la spugna e andarsene via in segno di protesta. Possibile che una lezione dell’Università si blocchi per una luce?  Naturalmente il professore prima di sospendere la lezione si è attivato per cercare un’altra aula, che però non era disponibile. Gli studenti hanno appoggiato il gesto: anche loro sono indignati. Non si possono leggere codici e leggi per ore in penombra.

Forse per dare la sveglia è necessario far emergere con forza le condizioni in cui sono costretti a studiare troppi studenti, stipati in cento, in una piccola aula con la luce fioca, che ogni tanto va via. “Lavorare con un’illuminazione precaria è contrario alle leggi sulla sicurezza del lavoro” – spiega uno studente. Già, siamo nella Facoltà di Legge: si studia diritto. Ci sono aule super affollate a Giurisprudenza, ma restare anche in penombra, dopo aver speso dei soldi per raggiungere un’Università che costa tanto ai contribuenti, è troppo. Accendete la luce, per favore, anzi, per legge!