Tuglie - foto di Luigi Mighali

LECCE – Ma è davvero così inevitabile che gli alberi delle nostre città, soprattutto pini datati, cadano con questa frequenza, facendo vittime e devastando macchine, case e strade? Molto spesso si tratta di pini datati, che hanno esaurito il loro ciclo vitale, oppure potati male, danneggiati nelle radici, ma soprattutto ignorati da chi dovrebbe monitorarli e intervenire. La risposta è che tutto si potrebbe evitare con le conoscenze e la tecnologia che possediamo nel 2019. Il fatto è che gli alberi cadono anche quando non c’è brutto tempo. In estate un ramo di pino ha rischiato di cadere in testa ai turisti di Piazzetta Santa Chiara a Lecce. Il problema è che col verde pubblico non si scherza e ci vorrebbero risorse sempre pronte a monitorare e intervenire. Abbiamo sentito un agronomo prestato alla politica, il consigliere regionale Cristian Casili. “Bisognerebbe fare il Visual Tree Assessment (valutazione visiva dell’albero su basi biomeccaniche) per valutare la stabilità delle piante – spiega l’esperto – Con questi strumenti, un’indagine conoscitiva di un forestale e un agronomo si può intervenire.

L’arboricoltura è una scienza utile a evitare tragedie: ci sono tutta una serie di strumenti, come i tomografi (che costano poche migliaia di euro), che sparando onde soniche ti fanno capire se il supporto dell’albero è più debole e può reggere a un temporale”. Cristian Casili spiega che i pini hanno poche radici, superficiali e ancoranti: se, quando le ditte intervengono per rifare l’asfalto, rompono senza prestare attenzione all’albero, si possono danneggiare gravemente le radici, causando la caduta. “Il verde pubblico è un argomento trascurato in  molte città per motivi economici: gli alberi sono belli, ma devono essere seguiti e curati – riflette Casili – Chi gestisce il verde pubblico deve eseguire tutta una serie di controlli.

Nei capitolati dei Comuni bisogna inserire un’indagine strutturale degli alberi: spesso queste indagini vengono affidate all’esterno, ma vengono fatte di rado. Serve un agronomo anche nelle città più piccole per tenere alta la guardia. Quando parlo di gestione, parlo anche di potature. Al di là della situazione climatica, che può sradicare qualsiasi cosa, il problema è se gli alberi sono già deboli per una cattiva gestione o una cattiva potatura. In questo caso cadranno più alberi e il rischio per l’incolumità pubblica sarà maggiore”.