CASTIGLIONE D’OTRANTO (Lecce) – Dal Chapas al Salento, dallo zapatismo e dalla resistenza delle comunità campesine del Messico fino a quanto sta accadendo da qualche anno anche a Castiglione d’Otranto (Lecce) con Casa delle Agriculture. Venerdì 27 dicembre, il “Mulino di comunità” (via Depressa, 3), nella frazione di Andrano, ospiterà la prima mondiale di Gente di Farina, Sale e Acqua”, film realizzato da Chto Delat, collettivo di San Pietroburgo (Russia). La proiezione si terrà nell’ambito della sesta edizione de “Lo Spirito del Grano”, manifestazione invernale dell’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino e dell’omonima cooperativa.

 

Si inizia già alle ore 17, con il percorso sensoriale sull’arte dolciaria del Mediterraneo, in collaborazione con Infopoint Andrano, Pro Loco, Gus e Comune di Andrano: le famiglie del posto, quelle appartenenti alla comunità marocchina presente da oltre trent’anni, le famiglie siriane e africane accolte con il progetto Spar del Gruppo Umana Solidarietà, faranno conoscere i dolci della tradizione mediterranea, legati al periodo invernale e non solo. Sarà un tripudio di farine, miele, cannella e altre spezie, per esplorare gusti comuni e valorizzare le differenze.

 

Alle 18.30, verrà presentato in prima mondiale il film “Gente di Farina, Sale e Acqua”, in una versione non definitiva. Dopo la proiezione, si terrà una conversazione con il pubblico, occasione di scambio dialettico con gli spettatori e processo da cui scaturiranno aggiustamenti durante un montaggio progressivo, affinché il film possa trovare la sua forma conclusiva. Definito dai suoi autori un learning film, opera in cui la costruzione filmica diventa modo per apprendere e al tempo stesso traccia di un sapere collettivo nel suo farsi, è stato il fulcro di una sessione estiva di studio, vita e lavoro di Free Home University, piattaforma che dal 2014 unisce pedagogia, processi artistici, indagine sociale e costruzione di comunità. La proiezione rientra nell’ambito di “Corpi e Anticorpi Festival”, a cura di Alessandra Pomarico, con il supporto di Regione Puglia, Musagetes (Canada) e Apulia Film Commission/ Cineporto di Lecce e la collaborazione di Gus, Terzo Millennio, Liceo Scientifico Banzi e BanzHack!, Casa delle Agriculture Tullia e Gino,  Robabramata, Muud Film.

La serata si concluderà con il “Viaggio musicale dal Mediterraneo all’America Latina” di Gigi Cardigliano (chitarra e voce) e le selezioni musicali del ciclodj Lucio Meleleo, oltre che con “Puteche aperte”, le degustazioni curate dalla coop. Casa delle Agriculture.

 

“Gente di farina, sale e acqua”- Il film del collettivo russo Chto Delat

Gente di Farina, Sale e Acqua/ People of Flour, Salt and Water (www.fhu.art; www.chtodelat.org) è un film di Chto Delat (Olga Tsaplay Egorova, Nina Gasteva, Dmitry Vilensky, Nikolay Oleynikov) e  racconta su un doppio livello le baruffe di immaginifici personaggi di pasta di pane, impegnati a salvare se stessi e il pianeta. Esplora anche la vita in transito dei protagonisti del film, approdati da contesti diversi in un’Italia spesso xenofoba e razzista e riunitisi in un angolo di Salento ancora rurale e “zapatista”, dove dei nuovi contadini/ poeti lottano contro il danno ecologico, la crisi economica e lo spopolamento, attraverso le armi della conoscenza, della convivenza e dell’immaginario.

 

Durante le due settimane estive di residenza e produzione a Castiglione d’Otranto, nel Capo di Leuca, luogo di confluenza dell’impegno per l’agricoltura biologica e le lotte ambientali, il collettivo artistico di rilevanza internazionale Chto Delat, composto da filosofi, artisti, filmmakers e da una coreografa, ha guidato un intenso processo di studio e creazione. Lo ha fatto coinvolgendo un gruppo di giovani richiedenti asilo, artisti, attivisti e a alcuni membri di Casa delle Agriculture, diventati tutti co-autori e protagonisti.

Come spiegano  Alessandra Pomarico e Nikolay Oleynikov, curatori di Free Home University che ha prodotto il film, “lo studio delle favole del Sub Comandante Marcos e l’approfondimento dello Zapatismo, delle lotta di resistenza delle popolazioni indigene e campesine del Chiapas (Messico) sono state lo spunto per un’investigazione collettiva sulla situazione geopolitica contemporanea. Lo sfruttamento eccessivo delle risorse, l’espropriazione delle terre, la distruzione delle economie tradizionali e le nuove forme di sfruttamento – conseguenza del dominio su scala globale di multinazionali e governi neoliberisti – sono tra le cause che spingono milioni di persone a migrare in Europa e nel Nord del Mondo, Occidente, in cerca di rifugio da guerre, povertà, catastrofi ambientali, persecuzioni e violazioni dei diritti umani”.

Contraddistinto da un forte impegno sul sociale e dall’intersezione di arte, filosofia, processi estetici e attivismo, il lavoro di Chto Delat (alla lettera, Cosa resta da fare?) anche in quest’opera si concentra sulle sfide del nostro tempo, evita il dogmatismo di certa arte politica e la spettacolarizzazione della sofferenza, attraverso un dispositivo che attinge, da Brecht come da Godard, un uso abbondante dell’ironia e una grande sensibilità poetica.