Foto di repertorio

PORTO CESAREO (Lecce) – Tre indagati per i presunti abusi edilizi nel “Lido Belvedere” di Porto Cesareo finito sotto sequestro a luglio. Un avviso di chiusa inchiesta, a firma del pubblico ministero Alessandro Prontera, è stato fatto notificare ad Anna Rita Maniglia, 62 anni, di Arnesano, nella qualità di amministratore e legale rappresentante della società “Belvedere Lido” e titolare dello stabilimento “Lido Belvedere” dal 4 luglio 2002 al 25 settembre 2018; Stefania Durante, 45 anni, di Porto Cesareo, titolare dello stabilimento dal 26 settembre del 2018 al 20 settembre del 2019 e Paolo Martina, 60 anni, di Porto Cesareo, sempre in veste di titolare dal 26 settembre del 2018. Gli indagati rispondono di abusi edilizi e deturpamemnto di bellezze paesaggistiche.

A mettere in moto gli accertamenti in riva al mare è stata un’informativa della Capitaneria di Porto di Gallipoli e della Polizia provinciale di Lecce in cui veniva segnalato che in un’area di proprietà privata della società “Belvedere Lido sas” sarebbe stato compiuto uno sbancamento del litorale sabbioso, in assenza di qualsivoglia nulla-osta rilasciato dalle Autorità competenti. Un intervento massiccio e invasivo secondo gli investigatori coordinati dal pubblico ministero Alessandro Prontera. Perché le opere avrebbero provocato un insanabile mutamento dell’ambiente e la conseguente progressiva desertificazione dell’area per installare un consistente numero di ombrelloni e attrezzature balneari e di una rete metallica di 27 metri (lato fronte-mare) e di 15 metri (lato tratto est-ovest), in assenza di qualsivoglia titolo edilizio, dei nulla osta delle autorità preposte al vincolo e dei titoli demaniali rilasciati dal Capo del Compartimento.

Gli indagati, difesi dagli avvocati Francesco Vergine, Giuseppe Bonsegna, Tommaso Fasiello, Cosimo D’Agostino e Antonio Scalcione, hanno ora venti giorni a propria disposizione per chiedere di essere interrogati o per produrre memorie difensive.