Foto Giulio Rugge

SALENTO – Nel Giorno del Ricordo tornano le polemiche: il centrodestra stigmatizza l’indifferenza di alcuni sindaci. C’è chi ha chiesto al ministro dell’Interno (Pippi Mellone, ad esempio) persino di chiudere l’Anpi Lecce per negazionismo nei confronti delle Foibe: Salvemini e Arci sono scesi in campo a difesa dell’associazione partigiani. “Si può dissentire con le posizioni che assume ANPI LECCE? certamente sì nessuno ha la patente di infallibilità nel confronto politico – spiega il sindaco di Lecce –
Si può – in ragione di una diversa opinione su fatti storici – chiederne la chiusura additandola come ‘un pericolo per la democrazia’? Certamente no, perché si cancella il principio della libera manifestazione del pensiero, diritto fondante degli ordinamenti democratici. L’ANPI è l’associazione dei partigiani italiani che si sono battuti per consentire a tutti la libertà di esprimersi. la stessa libertà che consente – ad esempio – ad associazioni politiche come Casa Pound di svolgere la propria attività. Chiedere la chiusura di ANPI e siglare alleanze politiche con CASA POUND è testimonianza di una totale ignoranza politica e culturale.

Pippi Mellone – che da sindaco ha giurato di osservare lealmente la costituzione – deve conoscere l’art. 21:
‘Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione’.  Polemizzi con ANPI LECCE quanto vuole ma non ne invochi la chiusura e chieda scusa. Evidente non gli è ancora chiara la differenza tra democrazia come libertà di espressione e fascismo come oppressione del dissenso”.

Sulla stessa linea l’Arci di Lecce: “Arci Lecce esprime vicinanza e solidarietà all’Anpi di Lecce per le vergognose parole del sindaco di Nardò Pippi Mellone.

Riteniamo inammissibile che le istituzioni garanti delle libertà pronuncino tali accuse: ‘Mi riferisco, in particolare, all’anonima Anpi Lecce, una sigla dietro la quale si nascondono uomini e donne fuori dal tempo e dalla civiltà. L’Anpi Lecce dev’essere chiusa al più presto, perché rappresenta un pericolo per la democrazia’.

Affermazioni vergognose per chi da sempre è sostegno per la democrazia del nostro paese. La risposta a queste parole deve essere immediata perché la lotta contro il fascismo e razzismo è un’azione quotidiana per la costruizione costante dell’agibilità politica, fisica e culturale nelle nostre città. Continuiamo a ribadire con forza che solo uniti possiamo contrastare ogni tipo di fascismo e razzismo”.

LA REPLICA DEL CENTRODESTRA NELLE PAROLE DEL DOTTOR ANTONIO MAZZOTTA

“Il messaggio del Comune di Lecce nella giornata della memoria sul drammatico eccidio degli italiani nelle Foibe non lascia spazio a dubbi – attacca il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Antonio Mazzotta – Si vuole ricordare senza andare oltre.
È sempre una questione di prospettive.
Tuttavia ci sono prospettive su cui si può soprassedere altre in cui ciò é impossibile.
Allora sul tricolore posso pensare che non sia stato un grande intuito diffondere una foto da prospettiva sbagliata ma, cambiando angolazione si può riparare l’errore e soprassedere.
Ma sul fatto che non si faccia un minimo accenno al comunismo di Tito, ai martiri delle Foibe, agli italiani, fascisti e non, trucidati dai comunisti (e la storia è piena di eccidi comunisti) jugoslavi, sull’assenza di qualunque forma di condanna da parte di questa amministrazione, bisogna aggiungere che non è più solo una questione di prospettiva ma una questione di giustizia, di democrazia e se vogliamo anche e solo di buon senso”.

IL CASO LEVERANO 

Le polemiche su chi ha onorato il giorno del ricordo e su chi lo ha ignorato non hanno risparmiato nemmeno la provincia. I ragazzi di ‘Giovani al Timone’ polemizzano con il sindaco per aver ignorato la richiesta di illuminare la Torre col tricolore, com’è avvenuto in altre città in onore delle vittime della pulizia etnica fatta dai comunisti di Tito. “La nostra torre è qui, come ogni giorno, presente, a ricordarci un pezzo di storia – spiegano in un post –
Avremmo voluto, però, che oggi fosse testimone anche di un’altra pagina della nostra storia, della storia di tutti noi italiani.
Speravamo, forse sopravvalutando l’onestà morale di qualcuno, che oggi la torre potesse vestirsi del nostro tricolore, quel tricolore che tanto significa per la nostra patria, quel tricolore che sventolava fiero e orgoglioso dai balconi degli italiani d’Istria e Dalmazia, che proprio per la loro italianità hanno perso tutto, anche la vita…

Per questo motivo qualche giorno addietro abbiamo protocollato richiesta al Comune di Leverano affinché il nostro monumento storico fosse illuminato per qualche ora con i colori della nostra bandiera, proprio in memoria degli oltre 10000 italiani uccisi per mano dei partigiani comunisti di Tito e degli oltre 250000 italiani esuli perché stranieri nella propria Terra. Non avremmo voluto ricordarli così, sollevando questa piccola polemica, ma ci vediamo costretti, vista la risposta ricevuta dal Comune che liquidava la questione con una mail, in cui ci informava che si era già deciso di ‘commemorare tale ricorrenza con l’affissione di appositi manifesti murali’.
Ad essere onesti siamo rimasti profondamente delusi da questa risposta, soprattutto ricordando la sensibilità dimostrata quando, in gesto di solidarietà verso il popolo curdo siriano, la nostra torre era stata illuminata per giorni con il colore rosso.

Speravamo oggi di riscontrare quella stessa sensibilità, affinché questo gesto fosse da monito ‘contro le ideologie e i regimi totalitari che, – riprendendo le parole del Presidente della Repubblica – in nome della superiorità dello Stato, del partito o di un presunto e malinteso ideale, opprimono i cittadini, schiacciano le minoranze e negano i diritti fondamentali della persona’.
Ci dispiace che Leverano abbia perso davvero l’ennesima occasione, ma ci dispiace soprattutto che ciò sia accaduto senza un valido motivo…”.

LA REPLICA DEL SINDACO DI LEVERANO 

“Io ho saputo di questa polemica questa mattina – spiega il sindaco di Leverano Rolli – Noi di solito facciamo un manifesto. È inusuale che un’associazione privata ci faccia questa richiesta. Se dovessi rispondere a tutte le richieste delle associazioni locali, ogni settimana dovrei illuminare la Torre. Così dovrei farlo per troppi giorni. Devo ricordare a chi ha imbastito questa polemica che il 4 novembre illuminiamo col tricolore il monumento dei caduti. Queste polemiche sono inutili: incontrerò questi ragazzi. Sono aperto alla discussione e non ho prese di posizione ideologiche. Noi abbiamo sottoscritto un ‘Manifesto delle parole non ostili’: siamo sempre aperti al dialogo e stigmatizziamo chi nella minoranza usa parole offensive. Con i toni giusti si può sempre dialogare”.