LECCE – Tutta la maggioranza ieri ha fatto una scorpacciata di cibo orientale in un ristorante cinese noto della città. Oggi stanno tutti bene e in perfetta salute. Sembra scontato dirlo, ma per troppe persone affette dalla psicosi del nuovo coronavirus i ristoranti e i negozi cinesi sono da evitare. A Cavallino, alcuni commercianti cinesi, sono stati costretti a non mettere più piede nel loro negozio e ad assumere commessi italiani. La fobia è insensata se si pensa che in Puglia, nonostante le migliaia di cinesi presenti, non si è mai verificato, fino ad oggi, un caso di contagio. Del resto aeroporti e altri varchi sono presidiati da squadre di sanitari e forze dell’ordine che ti misurano la temperatura anche se arrivi dal nord Italia. Il virus, quando non ci sono i sintomi influenzali, non si trasmette: la quarantena in caso di sintomi non deve superare le due settimane. Insomma, nel Salento la paura è insensata (ci sono stati solo falsi allarmi), ma le attività cinesi rischiano il fallimento.

È per questo motivo che Carlo Salvemini ha deciso di dare il buon esempio, in qualità di primo cittadino, portando tutta la maggioranza al ristorante cinese. La questione è anche economica: l’Italia ha bisogno dei soldi della Cina. “Dice un proverbio cinese: ‘Vivi in modo da non far male a nessuno, ecco l’aspirazione suprema’. Oggi tutti insieme al ristorante cinese, per solidarizzare verso chi subisce da settimane il male del pregiudizio” – afferma Carlo Salvemini in un post.