Gabriele Bucci, presidente del Consiglio Comunale di Maglie

MAGLIE – Come per le regionali, anche in un paese che sfiora i 15 mila abitanti, da sempre moderato e fittiano, tutti attendono di capire quali saranno gli sfidanti per le comunali del 2020. Per Ernesto Toma non è stato difficile essere sempre in maggioranza in questi anni, con 12 consiglieri dalla sua parte e 5 all’opposizione. Direzione Italia e Forza Italia sono i partiti che dominano a Maglie (anche se poi le liste sono sempre civiche perché si tratta di città sotto i 15 mila abitanti). Il “regno politico” della famiglia Fitto non è mai stato espugnato. Ernesto Toma è un sindaco rigorosamente di area fittiana, che ha preso il posto di Antonio Fitto e che dovrebbe fare il bis, sempre che abbia voglia di tornare in campo. “Il sindaco vuole farlo chi non lo ha mai fatto: bisogna confrontarsi con problemi enormi e risorse sempre più scarse” – spiega il sindaco al telefono con una certa ironia. Nel centrosinistra a guida Pd, Antonio Refolo non ha molta voglia di candidarsi per la poltrona da sindaco: il suo nome circolava in questi giorni. Il Movimento 5 Stelle, invece, prova a impegnarsi con una sua lista, che poi dovrà essere certificata con gli sforzi del portavoce cittadino Antonio Izzo. Ma il candidato sarà l’avvocato Salvatore Ruberti. 

Intanto nel centrodestra il presidente del Consiglio con un assessore sono quelli che escono allo scoperto per esprimere la loro delusione e, tra le righe, l’idea di archiviare l’esperienza di Toma sindaco. I principali nodi sono la chiusura della Ufficio dell’Agenzia delle Entrate per motivi di spending review e quella dell’Ufficio del giudice di Pace. Tutti i piccoli Comuni ormai sono in grande difficoltà: il giudice costava 150 mila euro all’anno e i Comuni limitrofi non volevano contribuire alla spesa (ecco perché il sindaco ha preferito chiudere battenti accendendo le ire del presidente del Consiglio comunale, Gabriele Bucci).
“Abbiamo superato la metà di febbraio: le comunali 2020 ormai sono alle porte, ma regna l’incertezza assoluta rispetto al futuro politico – spiega il presidente Gabriele Bucci – Oggi più che mai è necessario fermarsi ed ammettere gli errori causati da una politica, mirata a creare divisioni,  senza coinvolgere nessuno, iniettando veleni e creando fratture, avendo solo come abilità quella di scaricare tutte le responsabilità sugli altri.

Comportamenti che hanno minato la crescita della città, rimasta ostaggio per questi 5 lunghi anni di scelte scellerate, annichilendo quanto fatto da quegli  amministratori che resero Maglie seconda solo a Lecce per importanza per via dei servizi che assicurava ai cittadini ed all’interland.

Maglie purtroppo non è più attrattiva come un tempo, poiché, se da un lato con sacrifici si assicuravano servizi, dall’altro gli stessi servizi portavano ricchezza sul territorio tramite il commercio.
Dobbiamo tentare di riconquistare quello che abbiamo perso, si devono stringere i tempi, sono convinto che la scelta del nome del candidato sindaco dovrà avvenire in un ambiente sereno dopo un’ attenta valutazione di quanto fatto in questi 5 anni e capire quanto gradita sia la figura nella cittadinanza.

La responsabilità politica non può ricadere sulla giunta o sul singolo assessore, poiché questi agiscono per delega del Sindaco, forse sarebbe stato più utile agire su eventuali inerzie imputabili agli Assessori e non invece impegnare tutte le energie nel creare maggioranze nella maggioranza.
Non si può dire che forse si è agito con superficialità, poiché quando si ha la responsabilità di 14.500 persone agire con superficialità significa non avere contezza di quello che si fa, ma soprattutto non si ha consapevolezza del ruolo che si ricopre, tutto questo ha portato  dell’autodistruzione.

Il dividi et impera, il seminare discordia per governare, ha prodotto disastri, dissapori, ma soprattutto la politica si è resa cieca rispetto alle reali esigenze ed ai cambiamenti che la città ed i Cittadini chiedevano e che continuano a chiedere.
Purtroppo il risultato ottenuto è stato quello di allontanare i magliesi dalla politica, gettandoli nello sconforto, poiché visti abbandonati da quella istituzione a cui quotidianamente ponevano ogni speranza per la risoluzione dei normalissimi problemi di civile convivenza e dal quale non si sono viste considerate.
Si deve ricominciare dal 2015 riavvolgendo il nastro, ed includere nel programma politico sostenitori, simpatizzanti, ma anche quei cittadini che intendono essere coinvolti nel dibattito.
A questo punto senza giri di parole, ma con spirito di collaborazione, oggi si dovrebbe avere il coraggio di mettersi da parte, senza continuare ostinatamente quasi per dispetto a dire no e pensare di fare il contrario pur di non darla vinta.
Tutto questo per iniettare nella società  una buona dose di entusiasmo, al fine di far ritornare l’interesse verso la politica del savoir faire”.

“Se vuole si può tirare fuori dalla maggioranza e trovarsi un altro sindaco” – replica lapidario Ernesto Toma. C’è una quiete apparente, che presto sarà rotta da una furiosa battaglia, in cui tutti dovranno scoprire le loro carte.