La notizia che arriva dall’Aifa (Agenzia Italiana del farmaco), l’infezione da Sars-Cov-19 si potrà curare anche da casa con i farmaci che in questo momento sembra stiano dando maggiori risultati contro il virus.

Si tratta di antimalarici e antivirali che il paziente potrà assumere prima di avere sintomi gravi; questi farmaci saranno prescritti dal medico di famiglia e saranno a carico del Sistema sanitario nazionale.

In questo modo si potrebbe da un lato evitare il collasso degli ospedali che a quel punto accoglierebbero solo i malati gravi che hanno bisogno di un trattamento intensivo, dall’altro darebbe serenità ai cittadini che potranno curarsi alla comparsa dei primi sintomi.

Fin qui sembrerebbe tutto chiaro. Tanto che in Veneto sarebbero già pronti a partire. E in Puglia? I medici fanno sapere di non aver avuto alcun via libera a questo tipo di prescrizioni, anche perché come si fa a fare una prescrizione medica senza una diagnosi? I tamponi vengono effettuati in ritardo e spesso i pazienti da casa hanno sintomi e non possono sottoporsi all’esame che rivela la positività al Covid-19. In sostanza bisogna attendere di aggravarsi per poter fare l’esame, per così dire, alternativo: una tac che rileva l’eventuale polmonite bilaterale causata dal virus, ma quel punto bisogna procedere con il ricovero.

I medici di famiglia “non devono toccare il paziente” così come Emiliano ha dichiarato quando gli stessi lamentavano di non aver ricevuto il kit di dispositivi di protezione individuale. Quindi non possono visitarlo. E’ vero che gli antivirali non danno effetti collaterali e posso essere prescritti “per telefono”, ma anche qui c’è un altro problema. Dove si ritirano gli antivirali? Perché questo tipo di farmaci, che poi sono quelli utilizzati per la terapia anti HIV (Lopinavir e Ritonavir) in Italia si possono ritirare solo presso le farmacie ospedaliere che non sono tantissime in Puglia, che hanno orari prestabiliti, e non sono ancora attrezzare per evitare gli assembramenti.

Diverso è discorso per l’altro farmaco, un antimalarico, per il quale l’Aifa ha dato anche l’ok di prescrizione ai medici per l’utilizzo per pazienti trattati in regime domiciliare, è cioè la clorochina che, associata a un antibiotico sembra funzioni bene; e la idrossiclorochina. Questi farmaci possono essere ritirati in qualsiasi farmacia, ma al momento non c’è una quantità sufficiente a disposizione, alcune farmacie ne sono già prive e il farmaco non arriva.

In attesa che anche in questa regione si possa procedere con le terapie domiciliari che l’Aifa ha autorizzato sul tutto il territorio nazionale, ci si pone il problema della messa in sicurezza dei farmacisti, anche loro sprovvisti dei DPI e dell’assalto alle farmacie che potrebbe esserci poiché, in assenza di tamponi per tutta la popolazione è facile immaginare che il dato dei positivi anche il Puglia sia molto più alto di quello del bollettino diramato dalla Regione quotidianamente.

Una farmacia nel Salento, a Collepasso, si è intanto a attrezzata con tanto di semaforo che permette un uso del senso unico alternato all’ingresso. “Ho chiesto ad un amico che si intendeva di elettronica di fare questo lavoro ha spiegato la dottoressa Marta Sindacoquesto per tutelare la salute dei cittadini, ma anche per garantire a loro serenità. All’ingresso vengono forniti i guanti monouso e delle strisce gialle sul pavimento indicano i percorsi per evitare che i clienti si incrocino. Si potrebbe operare a battenti chiusi, ma a qual punto sarebbe quasi più difficile garantire ai pazienti la sicurezza perché verrebbero lasciati soli. In attesa di sapere poi se i medici potranno prescrivere farmaci che possono essere ritirati nelle normali farmacie, è meglio restare a battenti aperti. I cittadini potrebbero aver bisogno di chiarimenti, soprattutto gli anziani”.

Dalle mascherine ai guanti; dai tamponi ai farmaci, in Puglia si va a rilento, si spera che il virus faccia lo stesso, così come pare stia avvenendo, e solo grazie alle misure di contenimento osservate scrupolosamente dai cittadini.