GALATINA/LECCE/GALLIPOLI – La situazione negli ospedali con reparti Covid-19, ora che hanno aperto Dea a Lecce e il Centro a Copertino, è sempre critica, ma sotto controllo. Un’infermiera positiva nel reparto Malattie Infettive dell’ospedale galatinese, notizia diffusa nella giornata di ieri, sta destando molte preoccupazioni: sono stati fatti i tamponi ai contatti stretti e si è proceduto con la messa in quarantena. La situazione è difficile quando c’è un contagiato in ambiente ospedaliero, dove il contatto è stretto tra operatori e pazienti. L’emergenza covid-19, non ci stancheremo mai di dirlo, è soprattutto ospedaliera. Il problema è scoppiato anche a Lecce: l’ultimo contagio al Vito Fazzi ha costretto l’Asl a chiudere Medicina. Isolare i contatti, mandare gente in quarantena significa diminuire i servizi, perché le altre malattie non diminuiscono: le cure e le operazioni vengono rimandate e questo è un rischio per la salute. Intanto ci sono sempre nuovi arrivi per covid-19 a Lecce: l’ultimo è un 74e di Monteroni (in questo paese oggi ci sono stati due nuovi contagi).

A Gallipoli invece un terzo dei posti letto dell’ospedale restano aperti. Il sindaco Stefano Minerva ha spiegato che, mentre procede la sanificazione, restano aperte solo le urgenze e chiude anche pneumologia. Resta aperto il punto nascita per i parti, con 6 posti letto, anche Neonatologia per le urgenze, con 6 posti letto. La soluzione è stata necessaria, visti i numerosi contagiati all’interno del nosocomio, tra pazienti e operatori: per 15 giorni si andrà avanti così, fino al rientro degli operatori assenti.