SOLETO – Alle 22 il sindaco Graziano Vantaggiato ha annunciato in diretta la tragedia dei risultati di una parte tamponi eseguiti fino al 24 marzo 2020 (sono stati comunicati solo oggi, sabato 28 marzo: dopo 4 giorni!): ci sono 19 positivi. Salgono a 31 i positivi totali al SARS-CoV-2, di cui due morti (di recente è morto un altro ospite che era risultato negativo al test). Il bilancio è pesantissimo. Chi muore non può vedere i suoi cari. Dei 31 sono solo 3 i residenti di Soleto. Alcuni ospiti sono stati ricoverati in ospedale: nella struttura restano anche 24 pazienti positivi al covid-19, tutti gli altri sono in quarantena nella stessa struttura. Fino ad oggi erano 11 i positivi certi, contando gli operatori (ci sono 5 addetti ai lavori positivi). In serata è arrivata la cattiva notizia: un numero insostenibile di positivi. Devono ancora essere comunicati i tamponi positivi dal 24 marzo in poi e già è un disastro. “È un inferno, per i familiari, per i pazienti e per tutta la comunità di Soleto. I tamponi vengono comunicati con lentezza e non è facile intervenire subito cosi. Per fortuna molti ospiti sono asintomatici: non hanno complicazioni né stato febbrile. Non sapevo nemmeno che ci fossero operatori infettati di Soleto: sono stati loro stessi ad avvertirmi. Ora la struttura è gestita dall’Asl, come se fosse un reparto infettivi: non entra e non esce nessuno, tranne gli addetti ai lavori” – afferma il sindaco Graziano Vantaggiato al telefono, dopo aver spiegato tutto in diretta Facebook. Il primo cittadino, dopo essere andato a prestare assistenza in prima persona agli anziani, ha deciso di fare un’operazione verità, di non nascondere i contagi alla comunità, come invece stanno facendo in questi giorni le autorità sanitarie regionali.

Poi, il primo cittadino lancia una frecciatina all’Asl, colpevole secondo lui di non gestire bene la situazione dal punto di vista della comunicazione e dell’informazione alle famiglie, che sono sprofondate nell’angoscia. “Tutte le case di riposo, con la loro struttura organizzativa, sono a rischio, in tutta Italia: questa è la parte più debole al tempo del covid-19 – afferma Vantaggiato. Le persone con demenza senile non si possono tenere ferme: questo è uno dei grandi problemi”. L’ambiente è promiscuo e in alcune case di riposo cominciano a scarseggiare i DPI. Per fortuna a Soleto ci sono oltre 30 nuovi dipendenti nella struttura: tutti i lavoratori che c’erano prima sono in quarantena fino al 3 aprile. È una lotta difficile, lunga e dolorosa per salvare queste persone fragili, che un nemico invisibile vorrebbe annientare.