È uscito il 20 febbraio 2020 il nuovo film di Christophe Honoré, “L’ Hotel degli amori smarriti”, il cui titolo originale è Chambre 212. Il film, genere commedia ha come protagonista Chiara Mastroianni figlia d’arte di Marcello Mastroianni e Caterine Deneve che grazie alla sua performance ha vinto il premio come miglior attrice nella sezione Un Certain Regard del festival del Cinema di Cannes. La pellicola è stata girata quasi interamente all’interno di un Hotel. La storia si incentra su una coppia di coniugi Maria (Chiara Mastroianni) e Richard (Benjamin Biolay). La donna è una professoressa universitaria e ha una relazione con uno dei suoi alunni Asdrubal. Un giorno Richard leggendo inavvertitamente dei messaggi sul telefono della moglie viene a conoscenza dell’adulterio. Dopo l’accaduto, i due sposi litigano e Maria matura l’idea di andarsene, per riflettere.

Tuttavia la donna non si allontana tanto da casa, decidendo di andare a vivere nell’hotel di fronte casa sua, nella stanza 212 che diventa un punto strategico per osservare da lontano i movimenti del marito in modo discreto. Durante la notte Maria sarà in preda ai dubbi e alle incertezze che si tramuteranno in una sorta di immagini e situazioni mentali, che siano ricordi o fantasmi del passato? Tornando indietro nel tempo la donna ricorderà le sue precedenti relazioni d’amore, sua madre e anche l’inizio della propria storia amorosa con il marito che dovette lasciare, il suo primo amore, per poter stare con la professoressa. Le riflessioni della protagonista entreranno in stretto contatto con quelle dello spettatore, la storia avrebbe dovuto e potuto prendere un corso diverso? È stato tutto uno sbaglio? E di chi? Questa lunga notte darà delle risposte alla protagonista? L’hotel degli amori smarriti è un film con un forte impianto teatrale ed onirico, ricco di dialoghi intensi ed intelligenti. È in grado di offrire un grande impatto emotivo, la regia è lineare e cura ogni sequenza della pellicola in modo esemplare. Il titolo originale della pellicola, Chambre 212 si riferisce chiaramente all’Articolo 212 del codice napoleonico, che pronuncia “I coniugi si devono reciprocamente rispetto, fedeltà, soccorso e assistenza”.

Non a caso la stanza 212 è stata scelta come luogo in cui la protagonista fa un esame di coscienza sulle proprie trasgressioni coniugali e sui possibili errori commessi. Il regista è Christophe Honoré e per la quarta volta collabora con Chiara Mastroianni che risulta il cuore della pellicola, capace di offrire un’immensa forza intellettuale e spirituale. Grazie al contributo dell’attrice la pellicola diviene un divertente ed elaborato melodramma che affronta il tema dei sentimenti in una maniera assolutamente sincera e veritiera. Lo stesso luogo delle vicende aiuta a comprendere meglio la filosofia e la psicologia cinefila di Honoré, vivibile al cinema in un modo godibile, giocoso e leggero.